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Carceri: rapporto Antigone, nel 2024 record di suicidi e morti

A dieci anni dalla morte di Marco Pannella arriva il rapporto Antigone sul sovraffollamento carcerario, da sempre una delle battaglie del leader Radicale.  L’emergenza suicidi nelle carceri italiane “non da’ segni di arresto” e nel 2024 ha raggiunto il livello più alto mai registrato. E’ quanto emerge dal XII Rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione, secondo cui nel 2024 almeno 91 persone detenute si sono tolte la vita, superando il precedente record del 2022. Tra gennaio e maggio 2025 i suicidi sono già stati almeno 33. Il 2024 è stato anche l’anno con il maggior numero complessivo di decessi in carcere: 246 secondo il dossier di Ristretti Orizzonti, 245 secondo il Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale. Nei primi cinque mesi del 2025 le morti complessive sono state 100, dieci in più rispetto allo stesso periodo del 2024. Secondo il rapporto, nel 2024 il tasso di suicidi in carcere e’ stato pari a 14,8 casi ogni 10.000 detenuti, calcolato su una popolazione media di 61.507 persone. Si tratta del valore più alto mai registrato dopo quello del 2022. Tra i detenuti stranieri il fenomeno appare ancora più marcato: con 41 suicidi su una popolazione media di 19.374 persone, il tasso sale a 21,2 casi ogni 10.000 detenuti, quasi il doppio rispetto a quello delle persone italiane, pari a 11,9.

Antigone mette inoltre a confronto il fenomeno con i dati relativi alla popolazione libera. Secondo l’Istituto Superiore di Sanita’, nel 2021 il tasso di suicidi in Italia era pari a 0,59 casi ogni 10.000 abitanti, mentre nello stesso anno in carcere era di 10,6 casi ogni 10.000 detenuti. Confrontando il dato piu’ recente disponibile per le carceri, pari a 14,8 nel 2024, con quello della popolazione libera, Antigone rileva che “oggi in carcere ci si leva la vita ben 25 volte in piu’ rispetto alla societa’ esterna”. Il rapporto sottolinea inoltre come il tasso di suicidi nella popolazione libera sia in calo, passato da 0,82 casi ogni 10.000 abitanti nel 2016 a 0,59 nel 2021, mentre quello registrato negli istituti penitenziari e’ aumentato negli ultimi anni. Secondo i dati del Consiglio d’Europa, nel 2022 il tasso di suicidi nelle carceri italiane era piu’ del doppio della media europea: 15 casi ogni 10.000 detenuti contro una media di 7,2. Ai suicidi si aggiungono i decessi per cause naturali, quelli ancora da accertare e gli omicidi avvenuti in carcere. Secondo il Garante Nazionale, nel 2024 le morti per cause naturali sono state 142, i decessi da accertare 18 e gli omicidi 2. Il maggior numero di decessi per cause naturali si e’ registrato nella Casa circondariale di Napoli Poggioreale con 12 casi, nella Casa circondariale di Rebibbia Nuovo Complesso con 10 e nella Casa di reclusione di Milano Opera con 8.

 

Tasso di affollamento sale al 139,1 per cento
Al 30 aprile 2026 nelle carceri italiane erano detenute 64.436 persone, a fronte di 46.318 posti effettivamente disponibili, con un tasso di affollamento reale salito al 139,1 per cento. E’ quanto emerge dal XII Rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione. Secondo il rapporto, 2.844 detenuti erano donne, pari al 4,4 per cento del totale, mentre 20.307 erano stranieri, il 31,5 per cento dei presenti. Nell’ultimo mese la popolazione detenuta e’ aumentata di 439 unita’, mentre negli ultimi 12 mesi l’incremento e’ stato di 1.991 persone. Dall’inizio del 2026 la crescita e’ stata di 937 detenuti, pari a 234 persone al mese, ritmo che secondo Antigone potrebbe portare “ampiamente” oltre quota 66.000 presenze entro fine anno. La capienza regolamentare del sistema al 30 aprile 2026 era di 51.265 posti. Antigone contesta pero’ i dati del piano straordinario di edilizia penitenziaria approvato dal governo il 22 luglio 2025. Secondo quanto riportato sul sito del ministero della Giustizia, dalla sua approvazione sarebbero stati recuperati o realizzati circa 1.400 posti detentivi, 800 dei quali nel primo quadrimestre del 2026. Tuttavia, rileva l’associazione, i posti regolamentari erano 51.174 al 31 ottobre 2022 e 51.300 a fine luglio 2025, mentre nove mesi dopo la capienza regolamentare risulta addirittura diminuita di 35 posti.

 

Sono 73 gli istituti penitenziari con un tasso di affollamento pari o superiore al 150 per cento e 8 quelli oltre il 200 per cento: Casa circondariale di Lucca al 240 per cento, Casa circondariale di Foggia al 225 per cento, Casa circondariale di Grosseto al 213 per cento, Casa circondariale di Lodi al 212 per cento, Carcere di Milano San Vittore al 210 per cento, Casa circondariale di Brescia Canton Mombello al 210 per cento, Casa circondariale di Udine al 210 per cento e Casa circondariale di Latina al 204 per cento. Gli istituti che non hanno raggiunto il “tutto pieno” sono soltanto 22 in tutta Italia. Il rapporto evidenzia inoltre che la crescita delle presenze avviene nonostante il calo degli ingressi dalla liberta’, scesi da 43.489 nel 2024 a 42.005 nel 2025. Continua a diminuire anche la quota di detenuti in custodia cautelare: le persone in attesa di primo giudizio erano il 15,3 per cento dei presenti a fine 2024 e il 14,7 per cento a fine 2025.