- Ripartire dalle basi per costruire una nuova sinistra, ecco la sfida
In un Paese con un bassissimo indice di natalità e con la popolazione tra le più anziane al mondo, è assurdo che giovani e famiglie scompaiano dall’agenda politica pubblica.
In particolare, l’Italia continua a segnare primati negativi sul numero dei nuovi nati, eppure si continua a parlare solo di bonus e assegni, senza misure strutturali capaci di coniugare il diritto alla genitorialità o alla maternità con quello al lavoro.
Oggi, ad esempio, spesso la donna viene messa dinanzi alla scelta tra cura della famiglia o crescita professionale, poiché sono assenti strumenti che consentano ad una madre di continuare a lavorare conciliando questo con la cura dei figli.
La generazione dei millennials, ossia dei nati tra il 1980 e il 1996, soffre particolarmente questa situazione, poiché, con i salari reali fermi se non addirittura inferiori a quelli dei primi anni Novanta, entrambi i genitori devono lavorare per sopravvivere al caro vita e alla gestione della famiglia, e quindi si riduce sempre più il tempo che essi hanno a disposizione per la cura e la crescita dei figli.
Per spezzare questo cortocircuito è obbligatorio ripensare totalmente le politiche per la famiglia, introducendo misure che favoriscano la natalità e la cura dei figli senza ostacolare il lavoro. In questo quadro, oltre allo smart working da implementare sempre più, a richiesta, per i genitori di figli fino a 14 anni, andrebbe introdotto un favor per i genitori che debbano ridurre il proprio orario di lavoro per esigenze familiari, e ciò con il contributo pubblico per la parte mancante della retribuzione. In altri termini, andrebbe favorito e non ostacolato il part time dei genitori lavoratori, senza una eccessiva penalizzazione in termini retributivi grazie ad interventi compensativi da parte dello Stato in favore dei datori di lavoro.
Sarebbe un segnale concreto nei confronti delle famiglie con figli piccoli o appena nati, e soprattutto una misura che darebbe maggiori certezze e tutele a chi vuole mettere al mondo dei bambini pur continuando a lavorare.
Quando si parla di una sinistra attenta ai bisogni concreti delle persone, finalmente, bisognerebbe proprio ripartire dalle basi, di cui il lavoro e la famiglia costituiscono il fondamento della emancipazione popolare e sociale.