- Il Senato approva la legge elettorale che torna alla Camera. L'opposizione: "No alla legge truffa". I giovani socialisti: "Le regole non possono diventare una barriera all’ingresso"
L’Aula del Senato ha approvato la riforma della legge elettorale con 113 voti a favore, 71 contrari e 2 astenuti. Il testo, arrivato dalla Camera, è stato modificato da Palazzo Madama e torna, dunque, in terza lettura a Montecitorio.
“No alla legge truffa”, gridano le opposizioni mostrando dei cartelli in Aula prima del voto. I senatori hanno protestato mostrando cartelli gialli e rossi con la scritta “No alla legge truffa“, subito dopo la dichiarazione di voto di Fratelli d’Italia.
Particolarmente criticata la norma che costringe alcune formazioni a raccogliere una quantità abnorme di firme. Norme che impedirebbero parità di accesso ai partiti ma anche ai cittadini che vedrebbero compromesso il loro diritto ad essere rappresentati con la costruzione di barriere artificiose d’ingresso.
L’esempio del Molise, dove i socialisti hanno appena svolto la loro Festa annuale dell’Avanti!, è lampante: per una formazione non presente attualmente in Parlamento che presenta il proprio simbolo servirebbero circa 6mila firme. Vorrebbe dire raccogliere qualcosa come il 5% di chi vota. Insomma una legge fatta per escludere, non per includere. Un vestito su misura per governo e maggioranza.
Giovani Avanti Psi, Mattarella ci aiuti per giocare partita alla pari
“Rivolgiamo, anche noi, con rispetto, un appello al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, garante della Costituzione e del pluralismo democratico. Ci aiuti. Le regole elettorali devono consentire a tutte le forze politiche di partecipare e ai cittadini di scegliere liberamente. Non possono diventare una barriera all’ingresso”. Lo dichiarano Lorenzo Cinque, Simone d’Esposito, Martina Cardosi e Francesco Valerio di Avanti Giovani, tutti studenti universitari.
“Lo ha ricordato il nostro segretario Enzo Maraio: con regole come quelle che si prospettano, Emma Bonino non avrebbe potuto iniziare nel 1976 la sua esperienza parlamentare e non sarebbe partita neppure il percorso di Fratelli d’Italia, che nel 2013 raccolse circa 40 mila firme e ottenne l’1,9 per cento. La democrazia deve offrire possibilità, non chiudere porte”.
“Non vogliamo essere costretti a determinare le nostre alleanze per aggirare ostacoli elettorali. Le alleanze devono nascere da scelte politiche e valoriali. Noi abbiamo scelto il socialismo riformista e vogliamo avere il diritto di giocare questa partita, confrontandoci con gli elettori”.
“Qualche giorno fa abbiamo rivolto un appello alla stampa perché guardasse anche alla politica fuori dai palazzi. Siamo stati ascoltati dalla Rai, da Mediaset, da Sky, dalla grande carta stampata e da tantissime testate locali. Ora, con lo stesso rispetto e la stessa fiducia nelle istituzioni, ci rivolgiamo al Presidente Mattarella: aiuti a garantire che la democrazia italiana resti aperta, plurale e accessibile a tutti”.