Economia

Anonymous: i danni reali della guerra virtuale

Anonymous punta le sue armi virtuali dritte sul Cremlino. Virtuali, ma comunque letali. Il comunicato suona come un ultimatum. Del resto, “l’informatica non riguarda i computer più di quanto l’astronomia non riguardi i telescopi” diceva Edsger Dijkstra, uno dei primi grandi informatici della storia recente. E questo era ben chiaro anche a Theresa May quando, da primo ministro britannico, cercò di allertare la diplomazia internazionale annunciando che l’attacco russo alla Crimea fosse stato vincente proprio grazie alle attività di pirateria informatica condotte in parallelo agli attacchi convenzionali.
Veniamo ad oggi: Anonymous minaccia platealmente Putin ricordandogli che non avrà alcun potere sulla “legione di hackers” che da tutte le parti del mondo colpiranno la Russia.
Un lungo videomessaggio in cui l’associazione anonima di pirati informatici, postato sul web nella notte tra sabato e domenica, si appella direttamente al leader russo ricordandogli che “l’invasione in corso dell’Ucraina ha mostrato come il suo regime non abbia alcun rispetto per i diritti umani, né per il principio di autodeterminazione dei vostri vicini”. Nel video si palesa anche una sorta di dichiarazione di guerra, laddove Anonymous promette al “regime aggressivo russo” di continuare a manomettere altri numerosi siti governativi ruasi, come quelli già hackerati e oscurati nei giorni scorsi. La minaccia aperta arriva negli ultimi secondi del proclama: “Questa è una guerra che lei, Mister Putin, non può vincere, a prescindere da quanto potente lei pensi di essere”.
La forza degli hackers sta nella loro assoluta trasparenza e velocità d’esecuzione, unitamente alla capillarità d’azione tipica del mondo web.
La guerra informatica si affianca così in modo definitivo alla guerra convenzionale, e gli analisti temono che le sue conseguenze possano essere finanche peggiori di una deflagrazione nucleare.
Anonymous, tuttavia, sembra solo reagire agli attacchi informatici già portati a segno dagli specialisti russi ai danni dell’Ucraina, ben prima che iniziasse l’attacco armato russo.
Già da gennaio, infatti, sono state osservate attività contro enti pubblici e privati ucraini interessati da intrusioni mirate, defacement, interruzione di servizi a vari livelli, diffusione di malware distruttivo, attacchi di tipo Denial of Service partiti da hub russi. I tecnici degli enti preposti alla sicurezza informatica non escludono che gli attacchi in questione siano stati anticipati da ulteriori precedenti attività preparatorie e ricognitive, e di questi esiste oggi una cronistoria inconfutabile.
Gli stessi tecnici considerano plausibile ritenere che gli hackers russi possano lanciare campagne informatiche letali anche verso obiettivi dell’Unione Europea. Una possibile ulteriore escalation della situazione, con l’eventuale intervento più deciso da parte di NATO, USA o UE, potrebbe ulteriormente incrementare il livello di rischio di aziende italiane ed europee, sulla scia delle tante operazioni cyber condotte dalla Russia ai danni dell’Ucraina.
Sono state rilevate attività distruttive collegate ad operazioni di sabotaggio a partire dal 23 Febbraio scorso, attraverso la diffusione di uno specifico wiper, che è un malware che punta ad eliminare tutti i dati presenti sulle memorie dei dispositivi target. Nello specifico, è stato pubblicato l’annuncio di un leak di dati che coinvolgerebbe circa 50 siti governativi ucraini. I dati esfiltrati potrebbero presto essere resi pubblici.
È stato anche rilevato il malware noto come “hermetic wiper”, identificato a seguito di alcuni incidenti che hanno coinvolto siti web e banche del governo ucraino. Nel frattempo, mentre le forze russe avviavano l’operazione militare su larga scala contro il paese, sono stati identificati ulteriori attacchi che hanno causato una mancata raggiungibilità dei portali web del Ministero degli Affari Esteri, del Gabinetto dei Ministri e di Rada e del parlamento del paese.
L’azienda Symantec rende noto che anche un’organizzazione in Lituania è stata colpita dal wiper Hermetic.
Sempre il 23 febbraio un attacco informatico DDoS ha danneggiato i portali web di alcuni organi del governo ucraino, con serie difficoltà registrate soprattutto dal Parlamento Nazionale Unicamerale Verkhovna Rada, dal Consiglio dei Ministri e dal Ministro degli Affari Esteri ucraino. Ancora prima, 18 febbraio, i governi di Stati Uniti e Gran Bretagna hanno rilevato attacchi DDoS a entità Ucraine da parte del Main Intelligence Directorate of the General Staff of the Armed Forces of the Russian Federation (GRU), limitati al settore finanziario.
Il 15 febbraio si erano verificati altri attacchi DDoS che hanno reso inutilizzabile sia il website del Ministero della Difesa che quelli di molte banche ucraine per diverse ore.
Un numero non specificato di clienti di PrivatBank, una delle più grandi banche commerciali ucraine, hanno ricevuto SMS che indicano problemi agli sportelli automatici. La polizia ucraina afferma che si tratta di SMS fraudolenti, relativi ad una campagna di disinformazione.
Il 7 febbraio il servizio di sicurezza dell’Ucraina (Sluzhba Bezpeky Ukrayiny – SBU), autorità di polizia dell’Ucraina e principale agenzia di sicurezza del governo nei settori di controspionaggio e della lotta al terrorismo, ha smantellato una rete legata ai servizi di intelligence russi che aveva come mandato la creazione di account illeciti su social network. Gli account sono stati effettivamente utilizzati per condurre campagne di disinformazione atte a destabilizzare la situazione interna Ucraina, soprattutto nelle regioni limitrofe al confine russo. Il 2 febbraio alcuni ricercatori di sicurezza hanno rilevato un’operazione di attacco da parte del collettivo russo Gamaredon (alias Armageddon o Shuckworm) contro entità localizzate in Ucraina. La campagna identificata sarebbe iniziata già da luglio 2021 con la distribuzione di email di phishing, contenenti documenti Microsoft Word con macro malevole.
Si tratta di elementi sufficienti per alzare il livello di guardia di ognuno e ciascuno di noi. I danni potenziali sono illimitati, come illimitata è la capacità della guerra informatica, di cui purtroppo ancora poco si parla e ancora molto dovrebbe essere reso noto. Per la sicurezza di tutti.