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AZZARDO

Continua la discussione sulla legge contro l’omotransfobia. Dai socialisti si cerca di aggiustare il tiro su una legge giusta, ma con punti da rivedere.
“Il Ddl Zan è l’unico strumento possibile per colmare delle mancanze e per tutelare dall’odio chi oggi viene fatto oggetto di soprusi. Un punto va chiarito: l’art. 4 del ddl Zan, quello sulla libertà di opinione, è poco chiaro è troppo scivoloso, soggetto a interpretazioni dubbie. Ma siccome la libertà di opinione deve essere sempre garantita, come detta la Costituzione e in ultimo stabilisce la Corte Costituzionale, quel punto va chiarito una volta per tutte. Basta un emendamento, e il PSI lo presenterà, per evitare ambiguità interpretative che potrebbero presentarsi e mettere a rischio la norma nella sua applicazione”.
Così in una nota congiunta il segretario del Psi, Enzo Maraio e il senatore socialista Riccardo Nencini. Nella nota Maraio e Nencini proseguono: “Delle due l’una: se la libertà di opinione c’è, allora non c’è bisogno di ordini del giorno per tutelarla; se invece non c’è, l’ordine del giorno non è uno strumento idoneo a garantirla. Bisogna modificare l’articolo. Il tema della libertà non può essere abbandonato alle mani rapaci della destra. Sulla libertà di opinione, di pensiero, di riunione, i socialisti si sono fatti ammazzare. Sarebbe davvero un errore lasciarla nelle mani sbagliate.”
Ma il rischio è ancora una volta di vedere comletamente affossata la legge.
“Sul ddl Zan aspetto una telefonata di Enrico Letta”. Il numero uno del Carroccio si augura che il confronto con Letta avvenga “prima di andare allo scontro in Aula”, e che il segretario dem “raccolga l’invito al dialogo, non tanto di Salvini quanto del Papa, e quindi si tolga dal testo quello che divide: gender nelle scuole e la censura della libertà di opinione e di parola. E approviamo delle pene pesanti per chi offende e discrimina”. “Se così non fosse – ha aggiunto – se Letta volesse andare allo scontro, vuol dire che sarà lui ad affossare la sua legge”.
Nel frattempo il problema per ogni segretario dem è ancora una volta all’interno del proprio partito. Sempre più dubbi tra i senatori del Partito democratico che vedono il rischio di veder passare la mano a Palazzo Madama a vantaggio delle destre.
Tra chi crede che ormai si debba dialogare c’è anche l’ex ministro Valeria Fedeli e il senatore Andrea Marcucci. Mentre Alessandro Alfieri, coordinatiore di Base Riformista afferma: “Penso che il Pd debba dimostrarsi aperto a comprendere le ragioni degli indecisi e degli incerti nelle altre forze politiche. Seguiremo con la massima attenzione i prossimi passaggi senza mai arretrare dal nostro obiettivo che per noi resta allargare tutele e diritti di chi viene discriminato. Faremo di tutto – ha tuonato – per portare a casa questo risultato”, ha aggiunto