A quasi un mese dall’attacco russo arriva uno spiraglio per il cessate il fuoco in territorio ucraino.
A sorpresa arriva la garanzia di Ankara che si propone di far da paciere. La Turchia si prodiga e parla di un possibile incontro faccia a faccia tra i leader dei due Paesi. Proprio nella giornata in cui si è tenuta una telefonata tra il presidente turco Erdogan e il suo collega russo, il ministro degli Esteri turco parla di un ipotetico incontro tra Putin e Zelensky.
Nel frattempo da quanto si è appreso in queste ore tutto si fonda sul ritiro delle truppe di Mosca e su precise rinunce da parte di Kiev e tutto è messo nero su bianco in una road map di 15 punti.
Il cardine è comunque la neutralità di Kiev e la sua rinuncia ad entrare nella Nato in cambio di garanzie sulla sua sicurezza affidata a Stati Uniti, Gran Bretagna o Turchia.
Il tutto anticipato in un articolo del Financial Time, ma al momento si attende il nuovo giro di colloqui di oggi.
Per Kiev si profilerebbe una sorta di neutralità sul modello austriaco o svedese. Uno scenario «seriamente considerato» da Mosca secondo le parole del ministro degli Esteri russo Lavrov. Ma il governo ucraino sottolinea che la bozza «rappresenta soltanto le richieste della Russia», che «l’Ucraina ha le sue posizioni e le uniche cose che conferma in questa fase sono il cessate il fuoco, il ritiro delle truppe russe e garanzie di sicurezza da un certo numero di paesi».
In cambio la Russia dovrebbe restituire tutti i territori ucraini conquistati a partire dal 24 febbraio. Ovvero i territori a sud lungo il mare di Azov e il mar Nero, poi i settori a nord e intorno a Kiev. Di converso l’Ucraina dovrebbe riconoscere l’annessione della Crimea alla Russia e l’indipendenza delle due repubbliche del Donbass.
BOZZA DI PACE