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CHE CONFUSIONE

Meno di due settimane al voto, sembra un destino segnato dai sondaggi che danno ormai vincente l’unica leader donna dei partiti maggiori, ma a sparigliare le carte ancora una volta i cinquestelle che stavolta rispolverano una delle loro tante anime. Il Movimento che sembrava ai minimi storici, dopo la rimonta degli ultimi giorni ha rimesso al centro il suo animo battagliero originario. Prima la guerra al dl aiuti che mette in imbarazzo anche gli ex alleati, poi l’altra guerra, quella che si combatte nell’Est Europa, dove inizialmente si erano scheirati contro l’invio delle armi e adesso plaudono alle vittorie ucraine. Ma non basta così, pare che Giuseppe Conte stia allungando il braccio verso Giorgia Meloni. “Siamo disposti a confrontarci con Fratelli d’Italia per migliorare il quadro costituzionale”, dice Conte. Nello stesso tempo il leader dei 5S rinnega il “Conte I” e si dice pentito dei decreti sicurezza che lui stesso ha firmato con l’allora ministro degli Interni, Matteo Salvini.
E mentre continua la nostalgia di Conte per tanti che nel Pd avrebbero voluto un’alleanza con i pentastellati, il governatore pugliese si spinge oltre, chiede il voto anche per loro. Le indicazioni di voto del governatore della Puglia sono chiarissime: votare Pd o Cinquestelle, come se i due partiti fossero la stessa cosa. O la Puglia fa repubblica a se’ o Emiliano non legge i giornali, non guarda la tv, è scollegato dai social. Siccome i socialisti stanno nella lista ‘Italia democratica e progressista’, patti chiari amicizia lunga”, ha scritto in un post su Facebook il senatore del Psi e Presidente della commissione cultura del Senato, Riccardo Nencini.