Si è spento Ugo Intini. Giornalista da sempre con il pallino della politica era ricoverato al San Raffaele di Milano. Intini si è spento nella sua città natale. Uomo di fiducia di Bettino Craxi.
Laureato in giurisprudenza, Intini si è distinto anche come giornalista, divenendo direttore dell’Avanti! e de Il Lavoro di Genova. La stretta collaborazione con Craxi lo ha portato a ricoprire l’incarico di responsabile per l’informazione, portavoce del Partito Socialista Italiano e suo rappresentante nell’Internazionale Socialista. E’ stato deputato per diverse legislature -dal 1983 al 1994. Dopo lo scoppio dell’inchiesta Mani Pulite, continuò a militare nel Psi. Partecipa alla fondazione dei Socialisti Democratici Italiani insieme ad Enrico Boselli nel 1998, dove viene rieletto deputato alla Camera alle elezioni politiche del 2001. Nel 2005 torna sulla scena politica, tra i promotori del nuovo progetto radical-socialista de ‘la Rosa nel Pugno’, al fianco di Marco Panella e Emma Bonino. Nel 2007 ha poi aderito al rinato Partito Socialista Italiano.
Ha fatto parte del governo Amato II come sottosegretario agli Esteri dal 2000 al 2001 e del governo Prodi II come viceministro agli Affari Esteri dal 2006 al 2008.
I funerali di Ugo Intini si sono svolti giovedì 15 febbraio 2024 alle ore 11.30 presso la Parrocchia di Santa Chiara in Piazza dei Giuochi Delfici a Roma.
“Il Psi – si legge in un comunicato – nel ricordo di Ugo Intini, esporrà in segno di lutto la bandiera a mezz’asta nella sede della Direzione del partito a Roma”.
Maraio: “Ha messo il socialismo prima di tutto”
“Questa notte ci ha lasciato Ugo Intini, un baluardo del nostro partito, un uomo che ha messo il socialismo prima di tutto. Ciao Ugo”.

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Fu Antonio Natali a “reclutarlo” per le pagine milanesi dell’Avanti! Per poi presentarlo a Bettino Craxi i leader degli autonomisti milanesi ed incontrare durante la campagna elettorale referendaria del ’74 il vecchio Pietro Nenni.
Intini non entra nelle grazie non solo del gruppo dirigente del partito milanese che da lì a poco costituirà il grumo principale della svolta del Midas, ma la sua attività giornalistica che andrà consolidandosi nel tempo lo consacrò come persona di valore intellettuale anche al di fuori del suo ambito socialista. Il partito lo volle alla direzione de “Il lavoro” a Genova, il giornale che vide la guida di Sandro Pertini, in attesa successivamente di divenire il Deputato Socialista della Città. Ritornato a Roma dopo un breve periodo di interim con il segretario del partito assunse la guida piena dell’Avanti!”
“Dalle pagine dell’organo socialista – continua Bobo Craxi – non soltanto egli accompagnò tutta la traiettoria del nuovo corso ma si intestò nobili battaglie su tutta l’azione politica intrapresa durante il caso Moro per contenere l’offensiva del cosiddetto fronte della fermezza e parimenti fu decisiva la sua azione politica e giornalistica affinché potesse essere liberato il giudice Urso per il quale l’Avanti! aprì le sue pagine per ospitare un delirante comunicato dei suoi rapitori. Intini non arretrò di fronte alla provocazione dei magistrati di Milano che egli fortemente criticò per aver commesso vistose omissioni nelle indagini contro gli assassini di Walter Tobagi il giornalista cattolico e socialista a cui Ugo era legato.
Un pensiero politico sobrio ed ordinato quello di Ugo Intini una disciplina che gli era derivata dal professionismo giornalistico ed un periodare asciutto il suo che non lasciava spazio a tanti fronzoli, a tanti elementi barocchi che pure la politica del tempo conteneva. Voleva essere utile al nuovo corso socialista raccontandolo per quello che era e facendo la sua parte dalla trincea di combattimento dell’Avanti!
Per questo a volte appariva aspro nella polemica ma sempre preciso e acuto nelle osservazioni, manifestando verso gli avversari sempre rispetto e civiltà politica d’altri tempi”.
“Come Craxi fu leale e fedele non abbandonando Nenni dopo la scissione del 1969 così Intini alla scomparsa annunciata del Psi ebbe a dichiarare : ‘Io rimango con Bettino’.
E cercò di sopravvivere all’ondata del novismo provando a raccontarlo ed a demolirne le ragioni più che a tentare una difesa patetica e non comprensibile del passato ad una ragionata critica del presente; la falsa rivoluzione italiana poggiava su dei presupposti fragili e le menzogne del rinnovamento italiano contribuirono ad un processo di “privatizzazione della politica” così come Ugo Intini aveva già ben descritto agli inizi degli anni 90. Quello che stava avanzando nelle società anglosassoni a causa dell’aggressiva globalizzazione economica avrebbe finito per stravolgere i sistemi democratici.
Aveva una idea chiara e semplice della politica Ugo Intini che scriveva : ‘La politica può essere chiara se ci si attiene ai fatti che, come diceva Nenni, hanno la ‘testa dura’. E se dietro le argomentazioni ci sono principi, valori, convinzioni ideali e morali profondamente radicate: quanto conferisce dignità al confronto, riconcilia l’opinione pubblica con i partiti, misura la statura dei leaders politici”.
Non sopportava per questo i demagoghi, i politici di plastica, i giornali “irresponsabili” conducevano campagne demolitrici.
Nel 1992 indubbiamente vinsero loro, assimilarono i paesi sorretti da partiti democratici nell’Europa occidentale all’Europa dell’Est oppressa e soffocata dai regimi comunisti e fu così che anche per Intini ci fu una lunga e dolorosa separazione dalla politica attiva e dal giornalismo. Dopo anni di lotta in comune e separati per la rinascita socialista ci ritrovammo per ventura dapprima in Parlamento e successivamente assieme al governo della Repubblica alla Farnesina nella seconda esperienza di Romano Prodi. Ritrovai Intini che era stato il portavoce del partito, la “penna di Craxi” come veniva definito al mio fianco o per meglio dire io al fianco suo, e non erano cambiate le nostre convinzioni, ma era cambiata la nostra vita ed un filo di tristezza percorreva sempre nei suoi discorsi, mai nostalgici o rivendicativi sempre rivolti ad un futuro possibile, sempre riferito alle generazioni nuove affinché assumano la responsabilità e l’impegno di proseguire la storia socialista. Questo è l’impegno che Intini, assieme a Nenni, il più importante giornalista socialista consegna a tutti noi”.
E aggiunge: “Sapevo del male con cui da mesi stava combattendo con forza e con tanta speranza, dei suoi viaggi della salute al San Raffaele di Milano di cui egli stesso volle informarmi e di cui mi teneva al corrente. Ma anche in tutti questi mesi, ogni chiacchiera finiva sempre con lo sguardo proiettato al futuro, alle iniziative da fare per tenere viva quella lui chiamava la ‘nostra storia e non mi ha mai fatto mancare le sue riflessioni sulla politica, in particolare sul fronte internazionale, a cui guardava con apprensione per i tanti conflitti in atto”. “Il dolore dei suoi cari- conclude Stefania Craxi- a cui non posso che unirmi in un abbraccio fraterno, è il dolore di una intera comunità per una perdita grande. Ciao Ugo, mi mancherai!”.
coraggioso. Ci hanno diviso giudizi e posizioni politiche ma è sempre restato forte il rispetto che nasceva da una comune speranza nel socialismo”. Lo scrive sui social il deputato Pd ed
ex ministro del Lavoro, Andrea Orlando.
Anche Gavino Angius esprime “sentite condoglianze ai familiari di Ugo Intini e ai compagni socialisti per la sua scomparsa. Ricordo il suo rilevante ruolo anche internazionale svolto nel PSI, le sue alte responsabilità
politiche e istituzionali, il suo rigore culturale e la tensione unitaria verso le forze di sinistra, che hanno contraddistinto, anche in momenti di scontro a sinistra, il respiro politico del suo rigoroso impegno”. Così Gavino Angius, già dirigente del PCI e capogruppo dei Ds a Palazzo Madama.
Il sindaco di Cosenza, il socialista Franz Caruso esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Ugo Intini
“Sono profondamente addolorato per la scomparsa del compagno Ugo Intini che, anche dopo mani pulite, non ha mai abbandonato il partito socialista, adoperandosi sempre per il suo rilancio e la sua rinascita”. E’ quanto afferma commosso il sindaco di Cosenza, Franz Caruso che prosegue: “Alla sua figura, che è stata di grande rilievo nel panorama politico italiano ed europeo, mi legano tanti ricordi della mia militanza, sin da giovanissimo, nel PSI. Il compagno Ugo, giornalista per passione, che condusse tante battaglie, anche da direttore dell’Avanti, sempre impregnate di quei valori propri della nostra ideologia politica e che parlano un linguaggio chiaro di giustizia e libertà, è stato anche un uomo di altri tempi, fine intellettuale, colto, raffinato e rigoroso. Ironico e pragmatico nei suoi scritti, Ugo Intini ha segnato, affiancando Bettino Craxi per molto tempo di cui fu anche amico sincero, con il suo pensiero libero e la sua visione rinnovatrice della politica, la storia dell’Italia della prima Repubblica e, per molti, aspetti anche della cosiddetta seconda Repubblica. Ci mancherà molto! Esprimo sentimenti di sentita vicinanza alla famiglia, all’amata moglie ed al figlio Carlo”.
Valdo Spini lo ricorda come un uomo di grande coerenza e attaccamento agli ideali del Psi. “Sono molto addolorato per la scomparsa di Ugo Intini, un compagno socialista di grande coerenza e di grande attaccamento agli ideali del Psi. Intini ha ricoperto con competenza e professionalità l’incarico di direttore de ‘Avanti’ negli anni cruciali della presidenza del consiglio socialista”. Lo dichiara in una nota Valdo Spini, già vicesegretario nazionale del Psi e presidente della Fondazione Circolo Rosselli.
“Posso testimoniare anche personalmente che lo fece accogliendo altresì voci anticonformiste e del dissenso – aggiunge Spini -. Fedele a Craxi da un lato ma altresì molto fermo nella sua collocazione della sinistra, credo che rappresenti un esempio di milizia politica appassionata e disinteressata. Negli ultimi anni aveva scritto libri molto interessanti sui socialisti del nostro secolo. Partecipo fraternamente al dolore della famiglia e di chi gli è rimasto amico in tutti questi anni”.
“E’ morto un Amico, un maestro di umiltà e coerenza, un grande Compagno Socialista: ci ha lasciati Ugo Intini. Ciao Ugo”. Così le Compagne e i Compagni Socialisti della Federazione Metropolitana di Milano si uniscono “nel dolore alla tua famiglia e ai tantissimi socialisti e persone comuni, del mondo politico e culturale, nazionale ed internazionale che ti hanno conosciuto, frequentato e amato. Giornalista, redattore e Direttore indimenticabile dell’Avanti, scrittore e politico autorevole, Ugo ha vissuto sin da giovanissimo da protagonista, in prima fila, la storia e l’azione politica del PSI per più di mezzo secolo. Uno dei pochi dirigenti dell’era Craxi che non ha abbandonato il partito, che ha continuato con coerenza e abnegazione ad essere presente e attivo nella vita e nelle iniziative socialiste. Sempre con molta umiltà ha aiutato e dispensato consigli preziosi alle compagne e ai compagni, convinto di essere dalla parte giusta della storia e dei valori universali del socialismo italiano ed europeo, come ha argomentato nei suoi libri. Spesso è stato presente alle iniziative della nostra Federazione e in quelle occasioni non mancava di interrogarci su Milano, sul Partito: voleva ascoltare e conoscere il nostro parere. Perdiamo oggi un pilastro del socialismo italiano del PSI, lasciando un vuoto umano e politico incolmabile. Ci mancherai tantissimo, ci mancheranno la tua saggezza il tuo sorriso”. Così la Federazione Metropolitana del Psi di Milano.
Oggi a Roma i funerali
Oggi a Roma si sono svolti i funerali. Ugo Intini operò “in una stagione feconda per il Paese, derubricata a questione di casta”. Il celebrante Don Andrea Manto, nella chiesa di Santa Chiara a Roma, conosceva Intini: “La sua passione politica – dice al funerale – lo conduceva alla fede, umana certo, ma anche rispettosa per il Mistero e per la Chiesa”. Il Vangelo, scelto per l’ultimo saluto all’ex Direttore dell’Avanti!, è proprio quello della resurrezione di Cristo. “Il bene e la pace prevalgono sul male e la violenza. Dobbiamo guardare ‘Avanti’, proprio come il nome del giornale che ha diretto”. La moglie Carla e il figlio Carlo sono in prima fila e apprezzano l’ampia partecipazione di chi ha voluto bene a Ugo. Rendono omaggio alla bara, ricoperta da fiori rossi, Gianfranco Astori, Consigliere per l’informazione e alla partecipazione sociale del Presidente della Repubblica Mattarella, l’ex Presidente del Consiglio e della Consulta Giuliano Amato, l’ex Presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, l’ex Presidente Pds del Cda Rai Claudio Petruccioli e larga parte del mondo socialista, dal segretario Enzo Maraio all’attuale direttore di ‘Avantionline’ Livio Valvano, dagli ex ministri Claudio Martelli, Salvo Ando’, Claudio Signorile all’attuale direttrice di ‘Avanti della domenica’ Giada Fazzalari. E poi Bobo Craxi, Gennaro Acquaviva, Piero Marrazzo, Fabrizio Cicchitto, Margherita Boniver, Gianfranco Schietroma, Giuseppe Scanni, Oreste Pastorelli, Giampaolo Sodano, Pio Marconi, Luca Josi, Daniela Viglione, Bruno Pellegrino, Donato Robilotta, Francesco Simone e molti giornalisti.
Carlo Intini ha ricordato in chiesa la sua vita con Ugo: “Io e mia madre sapevamo che aveva una doppia famiglia: la nostra e il partito. Ha sempre mantenuto rispetto per tutti i compagni, anche quelli delle sezioni piu’ lontane, e un atteggiamento paterno per le nuove leve. Riteneva la politica con la ‘P’ maiuscola qualcosa di sacro. Papà è una persona perbene e ha sempre ritenuto la politica qualcosa di più alto rispetto a mazzette e tangenti. Un sacerdote una volta mi disse: ‘Se vuoi capire una persona, guardagli le scarpe’. Mio padre, per tutta la vita, ha sempre usato un solo paio di scarpe fino alla consunzione. Non mi ha insegnato ad andare in bici o in auto, ha saltato qualche mio compleanno, ma da adulto so che mi ha lasciato ciò che un figlio chiede a un padre”. Gennaro Acquaviva ha preso la parola dal pulpito: “Senza la famiglia socialista l’Italia non va da nessuna parte e, in effetti, non è andata da nessuna parte. Questa famiglia oggi è accanto a te, Ugo, con affetto. Ti vogliamo bene e ti ringraziamo per ciò che hai fatto per noi. Aiutaci a ricostruire questa famiglia”. Giada Fazzalari, direttrice di ‘Avanti della domenica’, definisce “un onore” avere lavorato con Ugo e cita in chiesa una frase che Intini ripeteva in tutti i comizi: “I socialisti hanno il cuore nell’ottocento e le idee nel duemila”. Ugo Intini – prosegue Fazzalari – “era una persona gentile, di solidissime convinzioni e con un grande rigore morale. Il suo legame con l’Avanti! è stato indissolubile. Per lui, come per Craxi, la politica è stata totalizzante”.
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