I L’antico mito di Clitemnestra ci parla nuovamente attraverso il monologo di Margherite Yourcenar e le musiche straordinarie di grandi maestri di tutti i tempi, da Monteverdi a Ligeti, da Ravel a Theodorakis
Sul palco insieme alla Cappella Musicale di Villa Medici una intensa e appassionata Lucia Mascino nel ruolo della protagonista
Martedì 10 novembre alle ore 18.30 con replica alle ore 20.00, a Villa Medici, Accademia di Francia Villa Medici a Roma, I Concerti nel Parco presentano un nuovo progetto “Clitemnestra o del crimine degli affetti” realizzato in coproduzione con Cappella Musicale di Villa Medici e Cimamusic Arteducazione. Si tratta di una riduzione del celebre monologo “Clitemnestra” da Fuochi di Margherite Yourcenar che vede come protagonisti Lucia Mascino, voce narrante nel ruolo della protagonista e la Cappella Musicale Villa Medici, con Fabio Marconetti al cembalo , con i solisti Marta Pacifici, mezzosoprano, Alicija Szydlowska, violoncello, sotto la direzione di Riccardo Martinini,
“Fuochi” di Margherite Yourcenar, fu scritto nel 1935 e riedito per volontà dell’autrice, quasi senza ritocchi, nel 1957. Nella drammatizzazione proposta nello spettacolo, l’Antico, la leggenda di Clitemnestra, attraversano il tempo grazie ai linguaggi con i quali sono raccontati. Il racconto, la lingua arcaica dei canti greci, quella delle coste del mare Egeo, la lingua della musica colta novecentesca, così come quella monteverdiana che inventa il melodramma, sono raccolti in un unico quadro metafisico.
Scrive Margherite Yourcenar nella sua prefazione “I personaggi mitici o reali evocati dai racconti appartengono all’antica Grecia. A gradi diversi tutti i personaggi modernizzano il passato, così che l’‘antico’ propriamente detto, in Fuochi, è percepibile solo in un primo strato poco visibile. L’espressionismo quasi estremo del testo continua a sembrarmi una forma di confessione naturale e necessaria, uno sforzo legittimo per non perdere nulla della complessità di un’emozione o del suo fervore. Questa tendenza, che persiste o rinasce ad ogni epoca in tutte le letterature, si ostina a creare un linguaggio totalmente poetico, dove ogni parola, caricata di un massimo di senso, rivela i suoi valori nascosti, come sotto una certa illuminazione si rivelano le fosforescenze della pietra. Si tratta magari di ottenere dal linguaggio le torsioni sapienti dei ferri battuti del Rinascimento, i cui complicati intrichi sono stati, all’inizio, un ferro incandescente”
Lo spettacolo si ispira perciò in modo diretto alle indicazioni della stessa Autrice: il percorso di ogni interprete anche musicale ha come partenza l’uso attento dei linguaggi storicizzati per arrivare ogni volta, oggi, all’essenza di quell’emozione complessa e piena di fervore sottolineata da atmosfere musicali tutte diverse fra loro perché esito di epoche e luoghi diversi ma ugualmente intense e cariche di pathos come il testo esige, di autori quali Claudio Monteverdi, Antonio Il Verso, Manos Xatzidakis, Gyorg Ligeti, Maurice Ravel, Witold Lutosławski, M.Theodorakis