I Partiti sono già in campagna elettorale e Mario Draghi lo sa, l’uomo del “Whatever it takes” però ha compiti più importanti da assolvere e se non tira le orecchie ai capipartito si rivolge “alla nuora affinché suocera intenda” e scrive alla seconda carica dello Stato, Maria Elisabetta Casellati. Nel mirino i due partiti del Centro destra, Lega e Forza Italia che bloccano il ddl concorrenza ed è necessario che il disegno di legge
venga licenziato entro la fine del mese.
Sul ddl concorrenza “troveremo un accordo così come sul catasto. Penso che l’accordo sia a portata di mano, anche senza la fiducia”, dice il segretario della Lega Matteo Salvini a ‘Radio 24’ dopo il Cdm lampo di ieri convocato “a sorpresa” dal premier Mario Draghi per chiedere al suo governo l’autorizzazione a porre la questione di fiducia e approvare entro maggio il ddl concorrenza ora fermo in Senato in attesa di un accordo sul tema dei balneari.
Mario Draghi ha i suoi tempi da rispettare, tempi che però non sono un ‘capriccio’ del Premier ma potrebbero mandare all’aria i soldi del PNRR. Se non viene approvato entro giungo, si perdono semplicemente i fondi.
Si parla quindi di fiducia che verrà posta entro fine maggio, sul testo base del ddl concorrenza se non ci sarà alcun accordo, su quello frutto di intesa se il traguardo verrà tagliato non prima di fine mese. “Nel pieno rispetto delle prerogative parlamentari”, puntualizza il presidente del Consiglio. Rimarcando tuttavia come “il mancato rispetto di questa tempistica metterebbe a rischio, insostenibilmente, il raggiungimento di un obiettivo fondamentale del Pnrr, punto principale del programma di governo”.
Il ministro per il Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà, minimizza: “C’è un grande lavoro fatto fino ad ora da parte dei senatori e di tutte le forze politiche. Credo che in questo momento ci sia bisogno di un ultimo passaggio. Vedremo se dovremo mettere la fiducia o arriveremo con un chiarimento dell’ultimo miglio: sono fiducioso”.
CONCORRENZA SLEALE