Politica

Concorso Pnrr 2 docenti: delusione per aspiranti ruolo

È stato pubblicato il tanto atteso bando PNRR 2 per il reclutamento di nuovi docenti per circa 20000 posti che potrebbero sembrare tanti, ma che in realtà rappresentano un ulteriore schiaffo alla professionalità di una categoria ormai in balia dell’incompetenza e della mancanza di considerazione del Ministro dell’istruzione che sembra vivere in una dimensione parallela, lontana anni luce dal mondo della scuola e delle sue reali esigenze. Basta scorrere attentamente l’allegato 1 del bando con le disponibilità di posti per regione per capire come i numeri contraddicano palesemente la volontà, manifestata in più occasioni dal Governo, di stabilizzare i docenti precari, così numerosi da non avere eguali negli altri paesi dell’Unione europea. Ma se da un lato l’Esecutivo protende la mano per elargire l’elemosina di qualche “posto fisso”, dall’altro millanta l’urgenza di istituire corsi INDIRE per specializzare migliaia di docenti, in particolare di sostegno, per poi procedere, con un colpo di bacchetta, alla loro stabilizzazione, facendosi così beffa di tutti gli insegnanti pluri specializzati e abilitati che sono costretti a passare per le “forche Caudine” dei concorsi farsa e che si vedranno scavalcati da colleghi forse meno preparati, ma che avranno una corsia preferenziale per l’accesso al ruolo. A tutto ciò si aggiunge il superamento del doppio canale di reclutamento utile per consentire le assunzioni anche da graduatoria GPS prima fascia. La sollecitudine del Ministro di avviare i corsi INDIRE per assorbire “gradualmente” i nuovi specializzati preoccupa e non poco i docenti precari che rischiano di rimanere esclusi dall’opportunità di assicurarsi un contratto a tempo indeterminato, ma dovrebbe destare anche l’indignazione dei genitori degli alunni con disabilità che potrebbero essere affidati a docenti specializzati in tempi brevissimi, attraverso un percorso facilitato senza una procedura selettiva credibile, al contrario dei colleghi che non hanno ricevuto di certo sconti e si sono misurati con prove d’accesso alla specializzazione ben più rigide e competitive. Adesso non è più possibile restare a guardare, è arrivato il momento di fare quadrato per difendere e rivalutare una categoria fondamentale per la crescita culturale del Paese.

 

Leopoldo Daniele

PSI Cassino