Sardegna

Elezioni Regionali in Sardegna: parla Piero Comandini, segretario regionale del PD

Mancano solamente 8 giorni alla scadenza del termine per la presentazione delle liste alle elezioni regionali in Sardegna, fissato al 22 gennaio. Un tempo ristretto per definire gli assetti finali dei candidati che correranno per la leadership del Governo della Regione.
Nelle ultime ore, il Centro-destra sembra essersi ricompattato con la candidatura del Sindaco di Cagliari Paolo Truzzu.
Il campo progressista, invece, sperimenta la formula del campo largo sotto la guida della pentastellata Alessandra Todde.
Ne parliamo con il segretario regionale del Partito Democratico Piero Comandini, consigliere e Vice Presidente del Consiglio Regionale.

 

E’ stato facile mettere insieme una coalizione a guida cinque stelle con i partiti che tradizionalmente fanno parte del campo del centro-sinistra?
Con difficoltà abbiamo costruito una coalizione composta da 10 forze eterogenee, compreso le forze indipendentiste, un campo largo che può diventare un laboratorio da riprodurre nelle altre Regioni.
Siamo molto contenti del collante politico, basato sul programma, che tiene insieme la coalizione nonostante la eterogeneità delle forze politiche.
Non è la presenza del movimento 5 stelle ad aver reso complesso il lavoro di aggregazione, anzi, il Movimento 2.0 non è più quello populista della prima fase di Grillo, ma oggi è un partito aperto al lavoro in coalizione. Al loro interno c’è maggiore consapevolezza della necessità di costruire alleanze.

 

L’indicazione di Alessandra Todde è stata una scelta imposta dalle segreterie nazionali?
Assolutamente no. L’abbiamo scelta Noi in Sardegna, non c’è stata alcuna imposizione da parte del PD Nazionale. E’ stata scelta a valle di una lunga discussione al tavolo regionale, dopo aver stabilito una serie di criteri che hanno portato alla sua individuazione. Primo fra tutti: “il candidato che più di ogni altro unisse il campo largo”.
E’ stato l’intero campo largo a scegliere Lei.
Non si è mai manifestato l’interesse delle segreterie nazionali a dover imporre un nome da Roma. Non è successo oggi, non è successo ieri e non succederà domani.
Sono stati portati anche altri candidati sul tavolo regionale, ma alla fine è stata scelta Lei perchè è risultata essere il candidato che univa più di tutti, oltre che per il peso elettorale dei 5 stelle.

 

Perchè non avete fatto le primarie?
Le primarie non possono essere imposte ma devono essere accettate dall’intera coalizione. La coalizione ha ritenuto che il metodo migliore per la scelta del candidato Presidente fosse quello di una elaborazione politica

 

Perchè Renato Soru insiste nel mantenere una posizione terza e c’è la possibilità di un recupero fino alla fine?
Mai dire mai, fino alla fine può succedere tutto. Lui è uscito dal Partito Democratico, insiste e non so spiegare il perchè. E’ un atteggiamento ingeneroso nei confronti di un Partito che a Lui ha dato tanto, visto che con il PD ha ricoperto ruoli apicali, avendo fatto il Consigliere Regionale, il Presidente della Regione, l’Europarlamentare, il segretario regionale.

 

Cosa si aspettano i sardi dal prossimo governo regionale?
Negli ultimi anni la Sardegna è rimasta al palo, a partire dai notevoli problemi del sistema sanitario, per la debolezza della sanità territoriale e con le lunghe liste di attesa. Penso alle criticità del diritto allo studio e all’assenza di garanzia per le borse degli studenti. I trasporti e la mobilità, a partire dalle linee aeree.
I Sardi si aspettano un Governo serio che abbia davvero a cuore la Sardegna, non divisivo e conflittuale come questo in uscita e soprattutto che non abbia interessi personali e di parte che hanno caratterizzato l’attuale maggioranza.

 

Il governo Solinas cosa lascia nella memoria dei Sardi?
Un vuoto totale, non lascia nulla, se non il ricordo di tante promesse, a partire dalla sanità, che non sono state mantenute per la dimostrata incapacità di fare.
Una bocciatura che non viene solo dalle opposizioni ma anche da parti della sua maggioranza visto che hanno messo in discussione la sua ricandidatura.
Giudico fantapolitica l’ipotesi di accordo tra la parte più vicina a Solinas e Soru, ma in politica può succedere di tutto, non escludo nulla.

 

Come è vissuta la partecipazione dei socialisti alle elezioni regionali in Sardegna?
E’ fondamentale la partecipazione dei socialisti per la loro storia politica che in Sardegna ha significato molto, oltre che per la loro forza elettorale. Il loro ingresso nel Governo Sardo porterà l’ingrediente riformista, le competenze utili per il Governo dell’Isola.