Ambiente, lavoro, scuola, mobilità territoriale, salute. Questi i punti fondamentali dei candidati del Partito Socialista Italiano – Sardi in Europa, presentati oggi durante la conferenza stampa tenutasi nella sede di via Sonnino 221.
Una lista omogenea, attenta anche alla parità di genere, comprendente 10 uomini e 10 donne, tutti fermamente convinti che si debba lavorare soprattutto su questi punti focali. Per quanto riguarda l’ambiente, i candidati del PSI-Sardi in Europa si appoggiano al concetto di “Sardegna Isola biologica”, ovvero un connubio tra tutela del patrimonio territoriale, culturale, e sanitario dell’Isola. Il lavoro è un altro nodo cruciale, che i candidati puntano a risolvere costruendo impresa, mettendo in atto meccanismi flessibili che faranno in modo di portare lavoro soprattutto nei centri spopolati e di permettere ai giovani di riappropriarsi del loro futuro nell’Isola.
“Abbiamo dato un apporto sostanziale per la scelta del candidato presidente. Alessandra Todde è la migliore per bravura e capacità e ci porterà alla vittoria – ha dichiarato Gianfranco Lecca, segretario regionale del PSI Sardegna – Noi abbiamo un ruolo importantissimo. Abbiamo un progetto coeso, siamo famiglia, siamo rete e abbracciamo tutti i compagni e gli elettori sardi, nonostante il cruccio della mobilità interna, che non ha permesso a tanti di essere oggi qui con noi”.
“La Sanità è un diritto di tutti – ha continuato Raimondo Ibba – dobbiamo dire con chiarezza che siamo per una sanità pubblica, senza ostracismi per quella privata, ma garantendo servizi accessibili e essenziali per i territori. Stanno scomparendo giorno dopo giorno medici di base e pediatri e la popolazione è costretta a intasare i Pronto Soccorso. Inoltre, la Sardegna non è solo una regione d’Italia, ma è una regione d’Europa, e come tale deve essere protagonista del Mediterraneo e dobbiamo convincerci che siamo popolo, così come hanno fatto le nostre cugine Corsica, Catalogna e Baleari. La morte di Gigi Riva ha dimostrato che noi sardi siamo popolo, e dobbiamo avere la possibilità di riconoscerci come tale”.
Sardi in Europa nasce anche dall’unione e dal dialogo con i gruppi di sardi toscani, veneti e piemontesi che hanno lasciato la Sardegna momentaneamente o per sempre e, per questo, si batterà anche per i loro diritti.
“I punti qualificanti su cui andremo a incidere sono: sanità e Sardegna come macro-regione del Mediterraneo – ha dichiarato Emanuele Armeni – personalmente mi sento più vicino alle istanze del Nord Africa che a quelle della Norvegia. La mobilità è per noi importantissima: in Sardegna potremmo sfruttare tutta una serie di punti da cui possono atterrare velivoli ultra leggeri che si possono utilizzare per costruire una rete, che permetterebbe di ridurre il gap di comunicazione interno ed esterno”.
Ed è su questo punto, della mancata comunicazione e fare rete, che la candidata Claudia Rizzo, farmacista titolare della farmacia Rizzo, si è focalizzata introducendo il tema della telemedicina e della farmacia dei servizi. Questo innovativo modo di fare medicina permette ai paesi più in difficoltà della Sardegna, ma non solo, di accedere a servizi fondamentali quali monitoraggio della pressione, misurazione della glicemia, visita con specialisti a distanza e tanto altro, grazie a una legge del 2009. Claudia Rizzo è convinta che si debba fare rete con i medici, in modo tale che “anche il collega farmacista di Armungia, paese di sole 300 anime, sia in grado di garantire alla popolazione servizi fondamentali”.
In chiusura è intervenuta anche Cinzia Runchina, insegnante, che ha fatto presente quanto sia importante la scuola nella formazione dei giovani, l’unica a poter permettere loro di realizzare i propri sogni.
“Insegno da quarant’anni e la mia prima esperienza fu a Laconi. Beh, ora il liceo dove insegnavo non esiste più perché è stato soppresso. A scuola i giovani si conoscono e crescono, io credo che non ci possa essere democrazia senza dare ai giovani la possibilità di realizzare i propri desideri. Il nostro impegno non finirà con le elezioni, noi ci impegniamo per il futuro. È una lotta senza quartiere. Sapere significa far valere le proprie ragioni. L’ignoranza tarpa le ali e impedisce alle persone di andare oltre”.