Economia

Istruzione e “demerito”: in arrivo docenti con la scorciatoia INDIRE

Lo scorso luglio il Governo, con il decreto legge n. 71, recante disposizioni urgenti in materia di sport e sostegno didattico, ha normato, confermando le indiscrezioni dei mesi precedenti, i nuovi corsi per il sostegno erogati da INDIRE. Nello specifico, l’articolo 6 comma 1, per far fronte alla carenza di docenti specializzati ( e su quanto l’organico dei docenti sia inadeguato è tutto da verificare), introduce, sino al 31 dicembre 2025, una nuova offerta formativa di specializzazione, erogata da INDIRE, per coloro che abbiano prestato servizio su posto di sostegno per almeno tre anni, anche non continuativi, nei cinque anni precedenti. L’articolo 7, al comma 1, prevede inoltre la possibilità di iscriversi a specifici corsi di formazione attivati da INDIRE o dalle università per coloro che, alla data di entrata in vigore del provvedimento, abbiano superato presso un’università estera legalmente accreditata, un percorso formativo sul sostegno, in pendenza del procedimento di riconoscimento di tale titolo ovvero di un contenzioso giurisdizionale per il suo riconoscimento, a condizione però che rinuncino a qualsiasi istanza. Si calcola che i docenti in possesso dei requisito era accedere ai nuovi corsi siano circa 72000 e che, attraverso una scorciatoia ( si tratterebbe infatti di corsi brevi e on line) si fa beffa di tutti quei docenti che hanno dovuto affrontare, in Italia, una selezione severa con tre prove ( preselettiva, scritta e orale), lezioni in presenza, laboratori e tirocinio diretto nelle scuole, maturando in tal modo una professionalità completa e adeguata alla complessità del ruolo. L’ escamotage escogitato dal Governo rischia di abbassare la qualità della preparazione dei docenti specializzati e una disparità di trattamento tra chi ha svolto o sta svolgendo i corsi TFA e chi invece “opterà per i corsi semplificati INDIRE. Il provvedimento del Governo se da un lato offre una corsia preferenziale agli aspiranti docenti meno meritevoli che non sono riusciti a superare le procedure concorsuali per accedere al TFA, dall’altro infoltisce la già numerosa schiera dei precari che ogni anno palpitano per ricevere un incarico annuale. Un provvedimento che giunge nelle more del concorso farsa PNRR 2024 che ha illuso migliaia di insegnanti aspiranti al ruolo e che è destinato a stabilizzarne un numero esiguo. Basti pensare che solo a Roma e provincia ogni anno vengono nominati circa 4000 docenti di sostegno solo per le scuole superiori a fronte dei 216 posti messi a bando nell’ultimo concorso che, al netto del 30% di coloro che hanno maturato tre anni di servizio e dei riservisti che hanno svolto il servizio civile ( tutt’altro che un titolo accademico!), si traduce in una manciata di posti da spartirsi tra poveri Cristi in lotta per un posto al sole. A breve si attende il nuovo bando sul quale si nutrono scarse speranze, nonostante i proclami del Ministro sulla volontà del Governo di regolarizzare i migliaia di precari per i quali la Commissione europea ha più volte bacchetta il dicastero di viale Trastevere. Non ci resta che attendere il corso degli eventi e sperare in un sano ravvedimento dell’esecutivo. Ad Maiora a tutti i docenti.

 

Leopoldo Daniele

Psi Cassino