I risultati per le recenti elezioni in Svezia non sono ancora definitivi, ma c’è molta attesa e interesse in Europa dopo la larghissima affermazione della destra radicale tedesca alle ultime regionali in Sassonia-Anhalt.
Adesso a Bruxelles si tira un sospiro di sollievo dato che l’onda dell’estremismo di destra non trova spazio a Stoccolma dove il testa a testa finale tra Socialdemocratici e Centrodestra respinge indietro l’avanzata della destra estrema di Jimmie Akesson.
Per avere i risultati definitivi occorrerà attendere fino a mercoledì dato che quest’anno si è registrato un record di voti all’estero che saranno di fatto decisivi vista la soglia di differenza tra il blocco di Centrosinistra, guidato dalla leader socialdemocratica Magdalena Andersson (ma che unisce potenzialmente Sinistra, Verdi e Centristi), e il gruppo di Centrodestra del Premier uscente Ulf Kristersson, dove troverebbero spazio i Moderati, i Democratici Svedesi, i Cristiano Democratici e i Liberali della leader Simona Mohamsson.
Con lo scrutinio arrivato al 95% dei voti, la coalizione all’opposizione nell’ultima Legislatura in Svezia, secondo le ultime proiezioni della tv pubblica SVT, avrebbe il vantaggio di 3 seggi sul Centrodestra (confluita nel patto del Tidö, dal castello dove è stato siglato ormai nel 2022): 176 i parlamentari con Andersson, “soli” 173 per il Governo uscente di Kristersson. Si tratta però di risultati del tutto “instabili” dato che mancano ancora le schede dall’estero e soprattutto, se fossero confermati questi rapporti di forza, la maggioranza richiesta è di 175 seggi in Parlamento (il Riksdag), con un margine di 1 solo seggio a vantaggio della coalizione di Centrosinistra.
I Socialdemocratici ottengono il 28,1% delle preferenze divenendo il primo partito alle Elezioni Svezia 2026, al secondo posto invece i Moderati di Centrodestra del Premier uscente, al 19,9%: seguono tutti gli altri, con la destra nazionalista dei SD che al 17,6% vede frenare l’avanzata che ha visto Akesson crescere dal 2010 ad oggi in ogni votazione nazionale (-3% rispetto a 5 anni fa). All’8,1% troviamo la Sinistra svedese, davanti ai Centristi col 7,1%, i Cristiano Democratici al 6,3%, i Verdi al 6,2% e i Liberali al 5,4% appena sopra la soglia di sbarramento.
La leader socialista, Magda Andersson, potenziale prossima leader, ha detto: “Noi socialdemocratici saremo sempre pronti ad assumerci le nostre responsabilità. Se ad oggi venisse confermato il trend, allora la Svezia avrà un nuovo governo”.
L’alleanza tra Centrodestra e Destra ha suscitato non poche polemiche nei mesi scorsi ma ha permesso comunque un bilanciamento delle forze e anche la “frenata” dell’ondata di destra che si è vista ad esempio di recente in Germania con l’AfD. Nonostante il vantaggio, un seggio non basta a determinare un Governo stabile e questo tutti i partiti lo sanno e guardano con preoccupazione ai risultati che potrebbero emergere mercoledì dopo lo spoglio dei voti completati anche dall’estero.
Anche per questo motivo, escludendo solo i Democratici Svedesi dell’ultra destra, la leader socialista si è detta pronta a parlare con tutti per intavolare eventuali trattative per una coalizione di “larghe intese” in grado di aumentare la maggioranza in Parlamento ed evitare lo stallo istituzionale o, eventualità non remotissima, il ritorno alle urne.
L’Unione Europea tira dunque sì un sospiro di sollievo per la mancata crescita della destra euroscettica e sovranista, ma con un Governo che giocoforza parte in salita e nella più totale incertezza non si può certo dire che sia una vittoria, tanto per Bruxelles quanto soprattutto per i cittadini svedesi, ma un segnale positivo di presa di coscienza dell’elettorato svedese che non si lascia incantare dalla demagogia, ma che chiede attenzione e rispetto per le esigenze dei cittadini e dell’umanità.
Salvatore Rondello