- La violenza di questi giorni a Milano merita una condanna netta, l'idea socialista
La violenza di questi giorni a Milano merita una condanna netta. Devastare negozi, aggredire, distruggere ciò che appartiene agli altri significa colpire persone, lavoro e convivenza civile. Nessuna rivendicazione può giustificarlo.
La prima responsabilità della politica è stare accanto a chi subisce: cittadini, commercianti, lavoratori e donne e uomini delle forze dell’ordine. Chi commette reati deve risponderne attraverso accertamenti rigorosi e una giustizia tempestiva.
Ma una valutazione politica deve andare oltre l’indignazione. Dobbiamo domandarci come impedire che questa violenza si ripeta, senza attribuire automaticamente ogni comportamento criminale alla povertà, all’emarginazione o all’origine delle persone. La responsabilità è individuale; la prevenzione è anche una responsabilità collettiva.
E questi ragazzi interrogano tutti noi. Dove sono le famiglie? Quali strumenti ha la scuola? Quanto sono presenti le istituzioni? Quali esempi e prospettive offre la politica?
Educare significa ascoltare, riconoscere i segnali di difficoltà, ma anche porre limiti e insegnare che ogni azione ha conseguenze. Occorre sostenere i genitori, rafforzare il rapporto tra scuola e servizi sociali, intervenire prima che la prepotenza diventi violenza. Ai ragazzi dobbiamo offrire opportunità concrete e chiedere responsabilità. Aiutarli a costruire un futuro significa anche renderli consapevoli del valore della vita, del lavoro e della dignità degli altri.
Per noi socialisti, la sicurezza è un diritto di tutti. Soprattutto di chi non può permettersi di cambiare quartiere, rinunciare ai mezzi pubblici o proteggersi pagando. Per garantirla servono presìdi sul territorio, personale e mezzi adeguati, insieme a scuole sostenute, servizi sociali capaci di intervenire e luoghi nei quali i giovani possano trovare ascolto, opportunità e regole.
Al Governo e alle amministrazioni chiediamo impegni verificabili, risorse e collaborazione. Alla politica tutta chiediamo di smettere di usare ogni episodio come un’arma contro l’avversario. Chi ha paura ha bisogno di risposte; chi lavora ha diritto a essere tutelato; chi manifesta pacificamente deve poterlo fare senza essere confuso con chi distrugge.
Una democrazia autorevole sa far rispettare la legge e costruire fiducia. È su entrambe queste responsabilità che dobbiamo misurare la qualità di chi governa.