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MOSCA CIECA

Tutto pronto per l’embargo ‘totale’ contro la Russia. Non solo la pace si allontana sempre di più ma la guerra si inasprisce su tutti i fronti. La soluzione per l’Europa sono le sanzioni, ma Kiev continua a chiedere un intervento o un aiuto per poter respingere i russi. Il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, si è presentato questa mattina al quartier generale della Nato con “un’agenda molto semplice”. “Ci sono solo tre punti: armi, armi e armi”, ha detto al punto stampa con il segretario generale dell’Alleanza, Jens Stoltenberg. “Chiedo a tutti gli alleati di mettere da parte le loro esitazioni, la loro riluttanza, per fornire all’Ucraina tutto cio’ di cui ha bisogno”, ha esortato. Kiev vuole tutto il possibile per respingere l’aggressione russa, inclusi sistemi di difesa aerea, artiglieria, veicoli corazzati e jet. Senza alcuna distinzione.

 

Maraio : “Bene embargo deciso da PE. Forze politiche escano da ambiguità”
“L’embargo sulle importazioni dalla Russia su petrolio, carbone, combustibile nucleare e gas deciso dal Parlamento Europeo va nella giusta direzione di disarmare la Russia nell’invasione dell’Ucraina. La strategia delle sanzioni deve proseguire fin quando non verranno avviate vere trattative di pace”. Lo ha dichiarato il Segretario del Psi, Enzo Maraio, che ha aggiunto: “è ora necessario che le forze politiche che hanno sostenuto e votato questa decisione a Bruxelles, non cambino posizione nei rispettivi parlamenti nazionali. È venuto il momento, per chi ha in passato assunto posizioni filo putiniane, di dimostrare senza ambiguità che tutte le forze politiche che sostengono il governo hanno una sola linea che è quella di stare dalla parte  all’Ucraina”

 

Domani 8 aprile ci sarà invece l’incontro tra il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen che andrà a Kiev con l’Alto rappresentante per la politica estera Josep Borrell. Il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione di maggioranza che chiede più sanzioni contro la Russia, compresi “un totale e immediato embargo su gas, petrolio e carboni russi” e “l’abbandono dell’utilizzo dei gasdotti Nordstream 1 e 2”. L’Europa dice sì quindi alla risoluzione sulla reazione Ue alla guerra in Ucraina nella quale si chiede un embargo immediato per le importazioni di gas dalla Russia, oltre che per quelle di petrolio, carbone e combustibile nucleare.
Le ripercussioni di questa scelta non riguarderanno solo la Federazione russa ma tutti i Paesi dipendenti dal rifornimento energetico di Mosca, come il nostro. Ma Mario Draghi sembra convinto, a differenza della Germania che sembra molto più cauta al riguardo, che l’unica soluzione sia questa anche a costo di sacrifici.
Annalena Baerbock, ministra degli Esteri tedesca, non entra infatti nei dettagli: “Osserviamo da vicino con i nostri partner come possiamo sostenere l’Ucraina in futuro, in modo più intenso e più coordinato perchè hanno il diritto all’autodifesa”, ha detto ai giornalisti al suo arrivo al quartier generale dell’Alleanza.
Intanto il Cremlino ha accusato l’Italia di “indecenza” sulle sanzioni, ma il presidente del Consiglio Draghi ha sottolineato che “di indecente ci sono solo i massacri”. Il ministro degli Esteri Kuleba ha detto che sono in arrivo aiuti concreti da diversi Paesi, mentre il G7 continuerà ad assistere Kiev militarmente e finanziariamente. Il G7 ha anche chiesto la sospensione della Russia dal Consiglio dei diritti umani dell’Onu.