Politica

Ogni fine anno scolastico si ripete un rito senza senso

Ogni fine anno scolastico si ripete un rito senza senso.
Regolarmente, ad ogni fine anno scolastico, si riaccende la polemica sulla data di chiusura
delle lezioni, sulle famiglie costrette a pagare campi scuola e centri estivi e quindi
sull’opportunità di procrastinare il termine delle lezioni.
La prima ondata di caldo che sta investendo il nostro Paese da nord a sud, è la miglior
risposta a chi immagina di poter prolungare le lezioni a metà giugno.
I famigerati tre mesi di vacanza sono evidentemente una necessità, non un privilegio.
In queste ore, in tutto il Paese, si stanno svolgendo gli scrutini e ci si prepara agli esami di
maturità. Per docenti e personale Ata il lavoro prosegue in aule umide e calde, prive di
impianti di condizionamento, dove chi lavora può tutt’al più usufruire di qualche vecchio
ventilatore.
Se non fosse la tragica immagine della scuola pubblica oggi, sembrerebbe una scena di una
commedia.
Ai tempi del COVID le scuole hanno avuto l’opportunità di rendere più vivibili gli edifici
scolastici. Poco o niente è stato fatto. E’ evidente come non sia questa la priorità di chi
governa il Paese e gli Istituti scolastici.
Il PSI da anni si batte per rendere gli Istituti scolastici più sicuri ed accoglienti, per azzerare
le classi pollaio, per restituire dignità al personale scolastico tutto.

Enzo Maraio

Segretario nazionale PSI

 

Luca Fantò
Referente nazionale PSI scuola