Politica

Patto per il clima, se non ora quando?

È ormai chiaro, ancor più dopo l’esito delle elezioni spagnole, che il diverso approccio al problema del cambiamento climatico sarà uno degli argomenti centrali e discriminanti del dibattito politico, in Italia, in Europa e non solo. Il Partito Socialista Operaio Spagnolo ha avuto il merito di metterlo al centro del proprio programma e di farne uno dei punti caratterizzanti della sua azione di governo. Di fronte all’aperto negazionismo della questione climatica portato avanti da Vox, e a quello più mascherato del Partito Popolare, il governo Sanchez ha perseguito con determinazione le sue ambiziose politiche di riduzione delle emissioni, miglioramento dell’efficienza energetica, limitazioni nell’uso del suolo, gestione sostenibile ed efficiente dell’acqua. Queste scelte sono state premiate dall’elettorato e hanno evitato che lo Stato nazionale seguisse in larga scala le scelte che si sono già manifestate negli enti locali governati da Vox e PP, come lo smantellamento delle piste ciclabili o “l’eliminazione di qualsiasi ostacolo burocratico o legislativo legato al clima” come recita testualmente il programma delle destre in Estremadura.

Nel nostro Paese nessuno ha svolto il ruolo attivo in materia di cambiamento climatico che hanno avuto i socialisti in Spagna e ha fatto bene Giuliano Amato, usando toni insolitamente drammatici, a parlare di “comune lotta per la sopravvivenza” e a invocare nel contrasto al cambiamento climatico la stessa concordia con la quale riuscimmo a sconfiggere il terrorismo politico cinquant’anni fa. Purtroppo, al di là degli accorati appelli di Amato e di altri esponenti del mondo politico, scientifico e accademico, non pare minimamente che la destra italiana riesca ad uscire dalla palude dal suo atteggiamento di rimozione del problema complessivo e di incapacità di affrontarne le ricadute se non in termini strumentali. In questo senso è significativo il colpevole ritardo con il quale si sta affrontando l’emergenza post alluvione in Emilia Romagna. Si è perso tempo preziosissimo pur di non affidarne la guida alle autorità locali.

In questa stesa direzione di richiesta pressante di interventi si sono pronunciati il co-Portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli e il segretario dei socialisti Enzo Maraio in una recente manifestazione sulla transizione climatica nel corso della quale hanno proposto un Patto per il Clima, dichiarandosi disponibili a collaborare con il Governo nella ricerca di soluzioni efficaci e sostenibili che possano creare opportunità di lavoro di qualità nella cura del territorio e nella prevenzione del dissesto idrogeologico.

Dal governo e dalla maggioranza, su questa come su altre questioni, nessuna risposta concreta, niente più che affermazioni generiche e le patetiche lacrime del ministro Pichetto Fratin. Di qui la necessità di elaborare con urgenza una piattaforma comune delle forze che non ritengono più rinviabile la sfida al cambiamento climatico che va portata avanti, a livello nazionale e sovranazionale, con grande determinazione e severità, senza rinvii e sottovalutazioni che significano solo attendere impotenti il prossimo disastro ambientale.