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PAURA PER KIEV

La guerra continua e si aspetta, con grande timore, la prossima mossa russa. Si scioglie il convoglio russo che era appostato nei pressi della Capitale ucraina, Kiev: “un pessimo segnale”. Si stanno insomma riposizionando i cingolati con le artiglierie semoventi e i mortai: questo significa che il piano russo procede, lentamente ma inesorabilmente — Kharkiv è circondata, Dnipro è sotto attacco, ci si sposta verso Ovest.
Il convoglio si sta posizionando per un attacco che potrebbe essere sferrato nei prossimi giorni. Alcune unità corazzate sono state viste nelle città vicino all’aeroporto Antonov a nord della città, e altri veicoli si sono spostati nelle foreste con obici trainati nelle vicinanze in posizione per aprire il fuoco.
L’escalation prosegue dopo che è stato annunciato dal presidente russo Putin che tra i miliziani in aiuto a Mosca arriveranno in Ucraina anche volontari dalla Siria. Il portavoce Dmitrij Peskov ha spiegato ai giornalisti che il ministero della Difesa russo sta rispondendo direttamente a “cittadini siriani e di altri Paesi” mediorientali che vogliono combattere in Ucraina “contro il nazionalismo”.
Dopo l’incontro tra il Presidente russo e quello bielorusso si teme un attacco da Minsk in aiuto del Cremlino. «Le autorità ucraine suggeriscono che il presidente russo, Vladimir Putin ha ordinato ai militari di effettuare una provocazione con un raid aereo da parte di aerei russi al confine tra Bielorussia e Ucraina, e Lukashenko di iniziare a preparare l’offensiva delle forze armate della Bielorussia entro le 21 dell’11 marzo», scrive il quotidiano ucraino Ukrainska Pravda.
L’Europa da Versailles intanto fa sapere di non essere in guerra con la Russia ma non può permettere che la carneficina in atto e provvederà con l’inasprimento delle sanzioni. “Abbiamo avuto fermezza nell’adottare sanzioni – e devo dire non è stato facile farlo – e siamo pronti a fare ancora di più.” Lo dice il premier Mario Draghi in conferenza stampa da Versailles