Opinioni e commenti

Qualcosa non torna

C’è sempre un momento, nella politica, in cui i numeri smettono di essere numeri e cominciano a raccontare una storia Il problema è capire se quella storia sia vera o se qualcuno stia semplicemente cercando di raccontarcela.

Ed è qui che qualcosa non torna.
Non torna perché ci viene chiesto di credere che tutto sia sotto controllo proprio quando aumentano le spiegazioni, le giustificazioni, le rassicurazioni.

E quando un governo o un partito sente il bisogno di rassicurare troppo, viene spontaneo domandarsi perché.
La politica è anche ciò che non viene detto
Sono le domande senza risposta, le promesse che cambiano significato e le contraddizioni che si dissolvono in scuse banali.

Il punto non è allora stabilire chi abbia ragione al primo colpo, ma capire perché una parte della realtà non coincida più con la vita reale.
Ci dicono che la situazione è difficile, e questo lo sappiamo, ci dicono che le alternative sono poche, ma questo va invece dimostrato. Perché nella storia della politica le cosiddette “scelte obbligate” hanno spesso avuto una caratteristica curiosa: erano obbligate soprattutto per chi aveva già deciso di compierle.

E allora torniamo all’affermazione iniziale: qualcosa non torna.
Non torna il linguaggio, non tornano certe coincidenze e soprattutto non torna l’idea che il cittadino debba limitarsi a scegliere tra una versione ufficiale dei fatti e il silenzio.
Una democrazia adulta non è una fede e richiede controllo, la politica non teme le domande teme di non avere risposte.
Forse tutte le contraddizioni hanno una spiegazione semplice e proprio per questo vale la pena cercarla.
Perché quando troppe cose non tornano, il problema non è più la domanda.
È la risposta che manca.

Matteo Bettini
Psi Cremona