Nel PSI, fin dai tempi dello SDI e delle varie Costituenti, si è sempre lavorato convintamente e coerentemente alla ricomposizione della comunità socialista. Per questo di solito si preferisce non rispondere alle polemiche che ci vengono rivolte da singoli compagni o da associazioni di area, anche quando vengono usati argomenti pretestuosi e toni astiosi e sconvenienti. Questo atteggiamento non deve però essere scambiato per accondiscendenza o, tantomeno, per scarsa convinzione rispetto alle linee di fondo della nostra azione politica. Questo vale anche riguardo alle obiezioni che sono state mosse alle scelte del tutto legittime fatte dal PSI di Roma in vista delle elezioni comunali. I compagni di Roma hanno fatto, né più né meno, quello che il PSI ha fatto praticamente in tutta Italia, a cominciare dalle Regioni del Segretario, del Presidente del consiglio nazionale ed anche di quella del sottoscritto, e cioè partecipare a coalizioni di centrosinistra che, aggiungo purtroppo, in tutte quelle regioni sono saldamente guidate dal PD. Questo nasce dalla convinzione profonda della necessità di tenere in vita una coalizione che sia in grado di guidare bene comuni, regioni e Governo nazionale, impedendo la vittoria a mani basse della peggiore destra d’Europa. A Roma Carlo Calenda ha deciso di lasciare il tavolo di tale coalizione, a differenza di quello che il suo Partito fa a Milano sostenendo Sala e che fa in quasi tutta Italia. Calenda non ha fornito spiegazioni sui motivi per i quali non ha ritenuto di partecipare alle primarie romane, a differenza di quanto fa ad esempio la renziana Conti a Bologna, dove il sistema di potere del PD, per usare un eufemismo, non risulta essere meno pervasivo di quello romano. E Calenda non ha nemmeno spiegato perché a Milano sostiene Sala e non la generosa iniziativa autonoma dei socialisti milanesi. Ha invece detto con chiarezza che non avrebbe accettato alcuna visibilità di altri partiti ma soltanto la partecipazione alla sua lista civica. Bene ha fatto quindi il PSI a rimanere nella coalizione e ad invitare Calenda a rientrarci per rafforzare insieme il polo riformista, laico e liberalsocialista all’interno di essa. Aggiungo anche che il PSI di Roma ha fatto altrettanto bene ad aprire le porte e a sostenere una giovane consigliera comunale che ha da tempo lasciato il movimento Cinquestelle. Non raggiungeremo mai i livelli di Pannella che portava in Parlamento ex terroristi o signore molto disinibite, prescindendo dal loro passato e guardando solo alle comuni battaglie future. Ma siamo sicuramente quelli delle porte apertissime. Ai cari vecchi compagni che magari, dopo vent’anni di battaglie in prima fila nel centrodestra, volessero tornare con noi. Ma anche ai tanti giovani che, senza essere né forcaioli né giustizialisti, dopo un’esperienza con i Cinquestelle volessero aderire alla comunità socialista. Dobbiamo accogliere, se vogliamo crescere, e accoglieremo gli uni e gli altri a braccia aperte.
Luigi Iorio
Coordinatore segreteria nazionale Psi