Quella di ieri è stata, dunque, una giornata complessa per il Governo, ma è stata anche una giornata ricca di novità sul fronte che maggiormente sta a cuore agli italiani, ovvero: gli interventi per frenare la salita del costo dei carburanti al distributore.
Oggi però la notizia che lo sciopero dei benzinai è “congelato”. Un vero e proprio colpo di scena dopo che le prime notizie in arrivo dal tavolo di confronto con il governo riferivano di sindacati decisi a confermare l’astensione dal lavoro dei prossimi 26 e 27 gennaio.
“Abbiamo apprezzato il chiarimento avuto con Governo che ripristina una verità inequivocabile: i gestori non hanno alcuna responsabilità per l’aumento dei prezzi, né per le eventuali pretese speculazioni di cui si è parlato. Per quello che riguarda le organizzazioni dei benzinai, le polemiche finiscono qui. Ora è il momento di lavorare seriamente per restituire efficienza e piena legalità alla rete”.
Lo affermano con una nota congiunta Faib, Fegica, Figisc/Anisa al termine dell’incontro con il Governo. Le sigle associative fanno sapere che: “Già nei prossimi giorni, le organizzazioni dei gestori si rendono disponibili ad affrontare i temi sul tavolo e a individuare strumenti anche normativi utile ad affrontare sia la contingenza che soprattutto la prospettiva. Un percorso che può portare a rivalutare anche lo sciopero proclamato per fine mese, al momento congelato seppure con la riserva per una sua sospensione in funzione dell’esame del testo del decreto una volta emanato”.
Il Decreto Trasparenza sui carburanti, approvato lo scorso 10 gennaio in Consiglio dei Ministri, a quanto pare, non è servito a placare le polemiche sul caro benzina e nella giornata di ieri l’esecutivo è dovuto intervenire su più fronti per cercare di rasserenare gli animi.
Il Ministro Giorgetti nel corso del question time al Senato del 12 gennaio 2023 ha chiarito la linea del Governo dichiarando che, nel caso in cui dovesse rivelarsi necessario, il Governo potrebbe valutare un nuovo intervento sulle accise dei carburanti.
Dai banchi di Palazzo Madama, il ministro ha detto, in riferimento al prezzo dei carburanti, che le condizioni attuali sono “molto diverse” rispetto a quelle che nel marzo 2022 avevano portato il Governo precedente a introdurre lo sconto sulle accise, quando, cioè, il prezzo della benzina aveva toccato i 2,18 euro al litro.