Domani (domenica 16 gennaio) dalle 7 alle 23, le elezioni suppletive di Roma Capitale. In cinque si sfideranno per il seggio lasciato libero dal sindaco Roberto Gualtieri. 160mila i chiamati alle urne nel collegio Roma centro, ma sul voto pesa l’incognita dell’affluenza aggravata dallo spettro del Covid. L’Avanti! online ha intervistato Cecilia D’Elia, candidata della coalizione di centrosinistra.
Chi è Cecilia?
Oggi sono la portavoce nazionale della Conferenza delle Donne Democratiche e membro della segreteria nazionale del PD. Sono stata tanti anni amministratrice di questa città, in comune, provincia e municipio. Sono una donna impegnata per la libertà e i diritti delle donne, con una grande esperienza di territorio e di governo locale. Penso che sia questo che voglio portare in Parlamento, oltre alle mie battaglie per i diritti sociali e le donne. Tutto ciò per un Paese più paritario, inclusivo ed equo.
Sono la candidata della coalizione di centro sinistra, penso che questo sia un valore aggiunto, anzi fondamentale. Noi stiamo costruendo un campo largo ed inclusivo per battere il centro destra e queste suppletive arrivano a ridosso del termine naturale della legislatura. Io credo che dobbiamo guardare anche al futuro, alle cose importanti che si devono fare in questo scorcio di legislatura, anche a costruire una grande alleanza di sinistra e progressista.
Perché ti candidi?
Credo di aver fatti un lavoro importante, anche con altre donne, sul PNRR. Credo che questo Paese ha bisogno di più femminismo, uno sguardo di genere capace di cambiarlo profondamente. Oggi questo è un Paese dove ogni 3 giorni muore una donna per mano di un uomo, è un Paese che ha il più basso tasso di occupazione femminile d’Europa. La ripresa non sta riguardando l’occupazione femminile perché se noi non investiamo in infrastrutture sociali ed in servizi, quali sono i congedi di paternità, noi non libereremo “il tempo” delle donne e non riusciremo a costruire una buona occupazione queste ultime.
I progetti una volta eletta?
Tra i primi progetti la legge per Roma Capitale, questa città ha bisogno di strumenti adeguati al ruolo che svolge. E poi la proposta sul congedo di paternità, almeno a 3 mesi, perché credo che abbiamo, nella differenza dell’uso del tempo tra uomini e donne, un grande ingiustizia della nostra convivenza.
Antonio Musmeci Catania