A quasi un mese dal conflitto, alcune voci parlavano di un incontro tra i due presidenti, ma al momento non ci sono ancora le basi per un incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e quello ucraino Volodymyr Zelensky, che avverrà quando ci saranno progressi significativi nei negoziati tra le delegazioni di Mosca e di Kiev. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmytro Peskov. Ieri Zelensky si era detto pronto a negoziare con Putin nel corso di una intervista alla Cnn. “I progressi nei colloqui di pace non sono così grandi come dovrebbero essere”, ha detto Peskov, aggiungendo che ”la Russia è pronta a lavorare più velocemente sui negoziati rispetto alla parte ucraina”. E mentre tutto resta ferma sul fronte della guerra, si sviluppa e va verso il degrado il rapporto diplomatico tra Usa e Russia. Pare che i commenti “offensivi” del presidente degli Stati Uniti Joe Biden su Vladimir Putin stiano spingendo le relazioni russo-americane sul punto “di rottura”. Lo afferma il ministero degli Esteri russo, secondo quanto riporta l’agenzia Ria Novosti, riferendo che oggi è stata consegnata una nota di protesta all’ambasciatore degli Stati Uniti a Mosca John Sullivan. “Tali dichiarazioni del presidente americano, indegne di uno statista di così alto rango, hanno messo le relazioni russo-americane sull’orlo della rottura”, ha sottolineato il ministero.
Kiev invece muove sul fronte diplomatico per cercare appoggi e aiuti contro la Russia accusata di fare del terrorismo di Stato in Ucraina e che “attaccherà anche altri Paesi”, così come ha affermato il ministro della Difesa ucraino, Oleksii Reznikov, nel corso di una conferenza stampa a Londra col suo omologo britannico, Ben Wallace. Si è trattato di un blitz non annunciato di Reznikov, il primo dall’inizio dell’invasione da parte delle truppe di Mosca.
Domani Volodymyr Zelensky parlerà al Parlamento italiano, a distanza. Ma alcuni parlamentari non saranno in aula alla Camera, in seduta allargata al Senato, come per l’elezione del presidente della Repubblica. Tra gli assenti ci sarà Enrica Segneri, deputata del M5s: “Io sicuramente non sarò presente, ma non per protesta o mancanza di rispetto. Anzi, il contrario. È proprio perché ho rispetto per la sua battaglia che non potrò essere presente, perché nel momento in cui chiederà, come ha fatto del resto in tutti gli altri Parlamenti in cui è intervenuto, l’istituzione della no fly zone, io non potrò alzarmi in piedi e battergli le mani, non condividendo la sua richiesta. Mi dispiace, ma nonostante le buone intenzioni che, probabilmente, animano questo incontro, continuo a non ritenerlo opportuno”, ha detto all’AdnKronos. Anche Matteo Dall’Osso, eletto con il M5s e poi transitato in Forza Italia, non ci sarà: “Sono orientato a non esserci, si dà visibilità solo a una parte. Anche Vladimir Putin in Aula? Chi lo chiede fa bene!”.
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