Puglia

Tabti Karim: “La salute non può dipendere dal comune in cui si nasce”

  • FOGGIA E LA SUA PROVINCIA HANNO BISOGNO DI UNA SANITÀ TERRITORIALE CAPACE DI GARANTIRE
  • RISPOSTE CONCRETE, TEMPI CERTI E SERVIZI REALMENTE ACCESSIBILI

La sanità continua a rappresentare una delle questioni più sensibili per Foggia e per l’intera Capitanata. Liste d’attesa, accessibilità alle
prestazioni, disponibilità di personale e organizzazione dei servizi sono temi che incidono direttamente sulla vita quotidiana dei
cittadini.

«Quando un cittadino incontra difficoltà nell’accesso a una prestazione sanitaria, non siamo davanti soltanto a un problema
organizzativo. Siamo davanti a una questione politica e sociale che riguarda la qualità della vita delle nostre comunità», dichiara Karim
Tabti, membro dirigenziale del Partito Socialista Italiano a Foggia.

I dati disponibili a livello regionale confermano che il tema delle liste d’attesa resta centrale. Nel primo semestre del 2026, in Puglia, il
55,7% delle prime visite è stato erogato entro i tempi previsti, mentre per gli esami diagnostici la percentuale è stata del 63,5%. I dati
risultano in miglioramento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ma evidenziano ancora margini significativi di intervento.
«Unmiglioramento va riconosciuto. Ma riconoscere unmiglioramento non significa sostenere che il problema sia risolto.

Il punto politico è capire come trasformare i progressi in un sistema stabile, capace di garantire ai cittadini risposte certe e accessibili».
Un’attenzione particolare riguarda anche il sistema dell’emergenza-urgenza. Nel giugno 2026 sono state segnalate criticità relative alla
copertura dei turni infermieristici presso la postazione 118 dell’Incoronata, un presidio importante per il territorio.

«L’emergenza-urgenza non può essere affidata alla gestione quotidiana delle difficoltà. Servono programmazione, personale adeguato
e una rete territoriale capace di funzionare anche neimomenti dimaggiore pressione».

Per Tabti, la discussione sulla sanità deve quindi superare la logica dell’emergenza permanente.

«Non servono soltanto annunci quando esplode una criticità. Serve una programmazione pluriennale. Dobbiamo investire sul
personale, rafforzare la medicina territoriale, garantire presidi adeguati nei comuni della provincia e utilizzare fino in fondo gli strumenti
dimonitoraggio delle liste d’attesa. La prevenzione e l’assistenza di prossimità devono tornare a essere una priorità».

Il tema sanitario, secondo il dirigente socialista, si intreccia anche con il futuro economico e demografico della Capitanata.
«Parliamo continuamente di spopolamento, di giovani che lasciano il territorio e di opportunità che si spostano altrove. Ma una
provincia può essere competitiva e attrattiva soltanto se riesce a garantire ai propri cittadini servizi essenziali di qualità. La
sanità rappresenta una parte fondamentale di questa idea di territorio».
La questione, dunque, non riguarda soltanto la gestione delle singole prestazioni, ma il modello complessivo di sviluppo della
provincia.

«Foggia e la Capitanata non hanno bisogno di essere raccontate soltanto attraverso le loro emergenze. Hanno bisogno di una
classe dirigente capace di trasformare le criticità in programmazione, gli annunci in obiettivi e gli obiettivi in risultati verificabili».
Da qui la proposta di promuovere un confronto stabile tra Regione, aziende sanitarie, amministrazioni comunali, operatori sanitari e
rappresentanze sociali, con obiettivi misurabili e tempi definiti.
«Dobbiamo smettere di inseguire i problemi e iniziare ad anticiparli. Il cittadino deve sapere dove riceverà una prestazione, entro
quanto tempo e con quale servizio. Questa deve essere la normalità che pretendiamo per Foggia e per tutta la provincia».

Il messaggio politico di Tabti parte quindi da un principio preciso: il diritto alla salute deve essere garantito indipendentemente dal
luogo di residenza.

«La salute non è una concessione. È un diritto. E garantire quel diritto, soprattutto nei territori più fragili, significa fare politica nel senso
più concreto del termine».