Cronaca

Province: per la Corte dei Conti ripristino sostenibile

Di Mario1952 di Wikipedia in italiano, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=6980303

Con il taglio delle provincie non si è fatto un bel servizio al Paese. In nome del risparmio si è azzoppata una macchina amministrativa che nelle province trovava snodi importati del suo funzionamento. La riforma è rimasta incompiuta, come spesso avviene in Italia. La bocciatura del referendum istituzionale del 4 dicembre del 2016 impedì che un nuovo assetto potesse in qualche modo recuperare le funzioni svolte dalle province stesse. Tant’è che esse non vennero mai abolite del tutto, ma trasformate in enti di secondo grado con elezioni indirette per i suoi membri.

Ora, a distanza di anni, la Corte dei Conti, presa carta, penna e calcolatrice, ha reso noto che “i costi che si accompagnano al ripristino dell’elezione diretta (delle province ndr) rappresentano una componente di non particolare significatività nell’ambito delle grandezze di finanza pubblica”, in più ci sarebbe il vantaggio della “accountability pubblica” nei confronti degli elettori. Sono le osservazioni della Corte dei Conti in una nota depositata alla Commissione Affari Costituzionali del Senato sul ritorno all’elezione diretta delle Province, nella quale si sottolinea come la riforma incompiuta e i tagli si sono “riverberati negativamente sui servizi ai cittadini”.
E’ auspicabile un riassetto “consolidando le funzioni fondamentali”.