Un figlio non é di chi lo fa, ma di chi lo cresce e lo ama. Poi si puó disquisire di tutto. Delle scelte di Vendola e del suo viaggio in California, dove é ammessa la paternità surrogata, legge di uno stato democratico e non barbaro. Si puó cercare di capire o meno le motivazioni di quella scelta e della disponibilitá della donna che si é prestata, così come del rapporto che Vendola e compagno hanno stabilito e stabiliranno in futuro con la madre naturale del bambino. Un figlio é di chi lo ama e lo cresce. Cos’é questa visione puramante naturale della vita, che é fatta di sentimenti, di relazioni, di angosce, di speranze, di gioie e di tragedie? Ci sono centinaia di migliaia di padri naturali ai quali sono stati sottratti figli. Così come ci sono centinaia di migliaia di padri naturali che non hanno riconosciuto i loro figli, i quali hanno vissuto felicemente col genitore adottivo.
Ma soprattutto ci sono centinaia di migliaia di coppie etero che sono ricorse ad indentico mezzo per generare figli. E nessuno di loro é mai finito soto le grinfie di tanto ottuso attacco di stampo medievale. Un’aggressione che non credo si sia mai verificata altrove con tanto cinico e spietato spirito inquisitorio. Perché il problema, non giriamoci attorno, é proprio questo. E cioé il diritto o meno delle coppie omosessuali di allevare un figlio. Non l’utero in affitto, altrimenti darebbe scandalo anche il suo utilizzo per le coppie etero. Si potrebbe discutere del fatto che un esponente politico abbia utilizzato, o dato autorizzazione al suo compagno di utilizzare, una tecnica vietata nel suo paese.
E’ vero. Un esponente politico dovrebbe battersi per modificare le leggi nel suo paese e non utilizzare quelle degli altri. Ma questo quante volte é giá accaduto? Anche Lucio Magri ha scelto di morire in Svizzera. Anche Welby ha deciso di morire in modalità extra lege. E quanti si sposarono all’estero quando il divorzio non era legge? Lo scandalo esplode oggi su Vendola perché é un omosessuale e una coppia omosessuale non puó partorire se non in quel modo. Come, del resto, una coppia eterosessuale sterile. Le parole che in un twitt usa un democristiano coerente come Rotondi, che sono di rispetto e di grande affetto verso Vendola, fanno piazza pulita di tante assurde violazioni dell’intimità di una scelta.
Le parole di Salvini e di una parte copiscua di giornali rappresentano invece “l’Italia che non amo”, per dirla con l’efficace frase di Pietro Nenni dopo il 25 luglio: l’Italia falsamente moralista, quella che sta col vincitore di turno, quella che non rispetta gli altri, quella che si trincera nel proprio egoismo e nella propria incultura, quella che usa sempre il pollice verso, ma solo contro il prossimo. L’Italia non europea, della quale abbiamo parlato. Resta il problema legislativo. Che non é tema morale, ma di giustizia. Il figlio del compagno di Vendola sarà riconsciuto in Italia solo dal padre naturale. Se fosse stato concepito da una coppia etero sterile sarebbe adottabile dal partner. Se fosse passata la stepchild adoption sarebbe uguale a quest’ultimo. Avrebbe cioé due genitori legali. Così ne avrà uno soltanto. Per la contentezza di Alfano e Salvini.