Molti commentatori politici mettono in guardia dal sopravvalutare un risultato elettorale ricordando il rapido consumo dei leader accreditatisi in modo monocorde su un dato di grande impatto, spesso emotivamente prevalente, la cui rilevanza scema rapidamente per aver semplificato fenomeni complessi e di lunga durata. Si osserverà che non è il caso del successo della Lega che ha cavalcato l’ondata di rigetto dei fenomeni migratori destinati a durare a lungo con improvvise accelerazioni che vedono l’Europa impreparata di fronte a possibili emergenze.
E’ evidente che un cambio di marcia verso un’Europa più solidale ed integrata si impone ma la smodata ambizione di Salvini e l’aspirazione ad essere il leader del fronte sovranista, uscito perdente dalle attese di dare la spallata alla UE, deve fare i conti con l’oste un Europa dove ci sono almeno due maggioranze possibili tanto più coese quanto più l’accresciuta partecipazione alle urne è stato un chiaro argine all’ondata sovranista sottolineando la necessità di un’Europa più solidale e competitiva nello scontro in atto per la supremazia tra USA e Cina per non esserne schiacciata.
Se fosse degno di una logica macchiavellica Salvini adotterebbe la linea strategica del sorpasso a sinistra( l’alleanza realizzata con i pentastellati) ed un rientro a destra ora che la Lega ha un incontestabile ruolo-guida in un centrodestra numericamente maggioranza nel Paese. Ma se Salvini rincorre la spallata verbale in Europa, l’esito sarà negativo sul piano dei conti e fallimentare sul piano delle necessarie solidarietà per cambiare priorità e trattati. Un’Italia fanalino di coda sul piano dei conti pubblici e per giunta isolata nelle sedi decisionali senza nessun incarico di rilievo, ora che cessa lo scudo della gestione Draghi, ha l’effetto drammatico di uno spillo che fa scoppiare il pallone Salvini e fa nascere una formazione di centrodestra con i resti di FI, pagando l’avvicendamento a Berlusconi, e la solida base dei leghisti a livello locale, il cui silenzio sulla strategia di Salvini è lasciar cuocere il polipo nella sua acqua.
Roca