Opinioni e commenti

Molestie sui luoghi di lavoro, ratificare la convenzione

Lo scorso 21 giugno, a Ginevra, la 108° Conferenza Internazionale sul lavoro ha approvato la “Convenzione sulle molestie e violenze sul luogo di lavoro” con una percentuale decisamente ragguardevole: 439 voti favorevoli, 7 contrari e 30 astensioni. La “Raccomandazione” collegata, che fornisce consulenza e orientamento per l’applicazione, è stata, invece, approvata con 387 voti favorevoli, 12 contrari e 44 astenuti.
In occasione del 100º anniversario della Organizzazione Mondiale del Lavoro questa ratifica è stato un incredibile regalo di compleanno, anche se il termine “regalo” non rende l’idea di quanto impegno e quanto lavoro ci sia voluto per poter arrivare a questo risultato.
Nel corpus della Convenzione, importante e significativa è la definizione di violenza e molestia come “comportamenti, pratiche o minacce che puntano a provocare, o quantomeno possono comportare, danno fisico, psicologico, sessuale o economico”.

E’ altrettanto rilevante il fatto che la Convenzione richiami i 187 stati membri dell’ILO – presenti con rappresentanti di Governi, lavoratori e datori di lavoro – alla loro responsabilità di promuovere “tolleranza zero” come standard generale.

Avere adottato una Convenzione e una Raccomandazione sulla violenza e le molestie nel mondo del lavoro significa avere, finalmente, una definizione concordata di violenza e molestie: un enorme passo in avanti atteso che una delle maggiori difficoltà, per le convenzioni internazionali, risiede proprio nel fatto di avere una definizione condivisa, per riconoscere il tema ed agire, di conseguenza, in maniera comune.

Questo passo è stato compiuto: ora si può lavorare affinché la Convenzione entri in vigore e ciò si potrà concretizzare solo dodici mesi dopo che almeno due Stati membri l’avranno ratificata. Il Partito Socialista Italiano deve assolutamente valorizzare questo risultato e con forte determinazione deve attivarsi per produrre massa critica parlamentare affinché l’Italia sia uno dei primi Paesi a ratificare la Convenzione.

Maria Rosaria Cuocolo