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“Il governo che sta per nascere ha caratteristiche politiche decisamente diverse non solo da quello che lo precede ma da ogni altro esecutivo che memoria ricordi. Per questo il programma – il programma, non un contratto notarile – assume un valore centrale di fianco alle forze che dovranno realizzarlo”. A dirlo è Riccardo Nencini, senatore del Psi, che aggiunge: “La discontinuità andrà misurata su entrambi questi fattori. Ad oggi non è dato conoscere ne’ l’una ne’ l’altra cosa. Dunque, giudizio sospeso. C’è da sperare che il presidente Conte voglia quanto prima mettere mano a un confronto più ampio nel solco tracciato dalla Presidenza della Repubblica per costruire un governo di largo respiro. Poi ciascuno deciderà in autonomia la strada da prendere”, ha concluso.
La direzione del Pd ha dato mandato a Zingaretti a dare la disponibilità nelle consultazioni a verificare le possibilità di un nuovo governo. Tutti i componenti della direzione hanno votato a favore della relazione del segretario, tranne – a quanto si apprende – il senatore Matteo Richetti che ha detto no.
Dopo la riapertura delle trattative tra Pd e Cinquestelle, arriva la notizia delle consultazioni della base grillina sulla piattaforma Rousseau che ha portato non poco sconcerto tra la base invece dei Dem, ma il Quirinale ha fatto sapere che si atterrà alle dichiarazioni dei gruppi parlamentari che sono consultati anche oggi da Mattarella.
Oggi infatti si chiude la seconda e ultima giornata delle consultazioni.