Qualcuno lo aveva già detto, ma ci è voluta la pandemia per far capire agli italiani che cos’è l’efficientismo della destra. La sanità lombarda è stata demolita prima con l’opera di Comunione e Liberazione e del suo leader Formigoni ch’è approdato alle patrie galere, e poi dagli amici di Salvini e della Meloni che hanno demolito la struttura territoriale del SSN in Lombardia. Durante la pandemia, nella bergamasca, su 37 RSA lombarde ci sono stati 1198 decessi, una mattanza di anziani, erano un costo sociale ! Accadeva spesso che i medici fossero irreperibili perché contagiati.
Le ambulanze chiamate, giungevano non per trasportare ammalati in ospedale ma i morti in obitorio. Oggi sappiamo da Milena Gabanelli che la sanità privata lombarda produce un profitto ch’è pari al 30% del suo fatturato. Dove va tale profitto? Con esso si finanzia l’industria dell’acciaio ch’è posseduta da chi detiene anche la sanità. Questa è l’Italia della destra, ma si potrebbe fare anche qualche riflessione sulla sanità della Calabria, distrutta e ridotta al disastro al punto che si è pensato di coinvolgere Emergency, nobile istituzione fondata da Gino Strada che opera nel terzo mondo.
Ebbene se la sanità è lo specchio di un paese, c’è da riflettere, e non poco. Ci sono regioni come il Veneto e l’Emilia Romagna che suppliscono alle deficienze meridionali e ora anche settentrionali, ma fino a quando? Questo è un paese da ricostruire , ma bisogna iniziare dalla sua classe politica che disastri purtroppo ne ha già fatta in abbondanza. Non ci resta che la speranza, ch’è anche l’ultima a morire.