La crisi demografica è assai preoccupante. In questi ultimi anni l’Italia ha perso cinque milioni di abitanti. Il nostro tasso di natalità e del 5×1000, il più basso del mondo: se si manterrà a questi livelli nel 2050 la popolazione si ridurrà della metà, 30.000.000 di abitanti. Appare evidente che il sistema economico industriale non potrà reggere e sarà necessario un apporto migratorio dai paesi dell’Est Europa e dal Nord Africa di forza lavoro. Già oggi abbiamo una presenza di stranieri in Italia pari a circa l’otto per cento della popolazione. In molte regioni i lavori più faticosi sono degli stranieri, badanti, operai agricoli, muratori, ma anche artigiani, sono stranieri. Alla Fincantieri di Marghera gli asiatici, pakistani e bangladesh, sono più di seicento capifamiglia, lo stesso accade a Monfalcone nella stessa Fincantieri ove sono ancor di più. A Mestre il 30% dei nati sono asiatici perché essi sono assai più prolifici di noi italiani. Orbene di recente il governo ha preso dei provvedimenti economici per incrementare le nascite ma ci sono dubbi sulla loro effettiva efficacia. In Svezia la maternità gode di 36 mesi di stipendio garantito, in Italia 9.
Appare chiaro che la crisi demografica graverà sul paese con pesanti danni che oggi non siamo in grado di valutare. Appare quindi contraddittorio l’atteggiamento della destra nemica dei migranti, ma priva di idee per l’incremento demografico italiano. Purtroppo abbiamo una politica ricca di ignoranza e questi sono i frutti. Non ci resta che sperare. Spes ultima dea!
Fabrizio Ferrari
già docente di Sociologia del Lavoro nella Università di Padova