Siamo arrivati a raschiare il fondo del barile, come si usa dire quando si fa ricorso alle ultime risorse rimaste per fronteggiare una situazione difficile che impone di utilizzare le poche forze ancora disponibili. Ebbene, non è più un modo di dire per spaventare le persone, questa volta, proprio a pochi passi dalla salvezza, il rischio che il panico e la rabbia possano impadronirsi della piazza è molto concreto. I soldi del Recovery Fund che, ricordiamolo, sono molti di più di quelli del piano Marshall (circa 140 MLD di oggi), non possono essere utilizzati per ristorare le persone, ma per dare loro, e soprattutto ai figli, un progetto di futuro! Crediamo che se non verranno trovate risorse cash, immediate, saranno molti gli italiani stremati che rimarranno agonizzanti nel fondo del barile. Nessuno ci presterà i soldi per mangiare domani mattina, nemmeno se diamo a garanzia la Fontana di Trevi, anche se già ci ha provato Totò nel film “Totòtruffa” del 1962. Dunque, la patrimoniale. Nome odioso a tutti i partiti che gridano ipocritamente allo scandalo quando sanno bene che dal buio del barile si esce solo se qualcuno lo riempie di soldi. Non solo, la differenza che c’è tra oggi e ieri, è che la demagogia non serve a nulla: sapete quella cantilena della patrimoniale da applicare alle persone con redditi, o proprietà, degne di Paperon de’ Paperoni?! Questa volta la cosa non funziona così, questa volta per evitare la catastrofe bisogna accedere ai conti correnti dei piccoli risparmiatori, perché solo loro possono disporre, con un quinto dei loro averi, di quel capitale necessario che possa evitare una vera e propria bomba sociale che, una volta innescata, può solo esplodere. Abbiamo bisogno di 300 MLD subito e in contanti: tenete presente che solo nel 2020, per le emergenze, ne sono stati destinati circa 180 MLD senza, peraltro, risolvere alcunché. Appellarsi al neo eletto Presidente del Consiglio, Mario Draghi, è non solo fuorviante, ma sbagliato. L’appello, semmai, va rivolto a quel Parlamento che ha avuto la capacità di unire tutte le forze politiche sotto la guida dell’ex Presidente della Banca Centrale Europea proprio per prendere decisioni epocali. Farsi prestare un quinto dei risparmi dai cittadini italiani è una richiesta epocale, siamo messi peggio che in tempo di guerra. A fronte del prestito lo Stato potrà emettere dei Buoni del Tesoro, magari trentennali, destinati solo a questa operazione che sarà sottoscritta dai risparmiatori ai quali verrà corrisposto un interesse doppio rispetto a quello di mercato; sarebbe come prestarsi i soldi in famiglia. La situazione italiana è molto preoccupante, ed è forse per questo che il nostro Capo dello Stato ha scelto un uomo ‘simbolo’, conosciuto nel mondo, per permettere alle parti politiche avverse di trovare una giustificazione per prendere insieme delle decisioni eccezionali! Comunque, grazie a Sergio Mattarella per aver trovato la migliore strategia politica possibile per tentare di salvare l’Italia e gli italiani.
Una riflessione, la nostra, sulla patrimoniale o altra forma di finanziamento, che sottoponiamo ai partiti di governo perché possano valutare l’argomento.
Angelo Santoro e Enrico Buemi