A proposito della pandemia che soffoca la Scuola, ci mancava la ‘rete’ a sostituirla, dove sempre più spesso facciamo confusione tra sapere, e studiare guardando negli occhi il professore, che ad una lettura superficiale, paiono essere la stessa cosa. Internet si è sostituito all’immaginazione, offrendo al mondo quei rudimenti di conoscenza che hanno spalancato le porte ad un’ignoranza che girava come una iena da millenni intorno all’accampamento del sapere. Non solo, il delitto più grave lo ha commesso uccidendo la creatività dell’uomo che in tempo reale può soddisfare qualsiasi curiosità gli ‘salti’ in mente. Lo spazio della fantasia è stato soffocato da quella informazione sommaria e impersonale che non ha codificato le emozioni. I ragazzini di oggi sembrano tanti piccoli soldatini che sfilano sui social come guardassero da un binocolo rovesciato, per quanto piccole e impersonali si osservano le cose. Lo sguardo smarrito cerca di andare oltre la visione di quella realtà virtuale che li guida verso un futuro irreale. Peccato solo che quell’irrealtà non ha nulla a che fare col mondo delle fiabe, ma con un mondo asettico e disumano. I bambini, poi ragazzi e infine adulti hanno sempre scoperto la loro immortalità nella fantasia, cioè nella capacità di immaginare la vita. Cosa importa poi se i sogni non si realizzano? Quello che importa è che favoleggiando sulle ali della speranza li han vissuti, anche se per poco tempo. O magari, sarà capitato persino che qualche sogno si sia realizzato, anche se non esattamente come desiderato. Con Internet tutto questo è scomparso; la sua evoluzione ha permesso la distruzione del piacere di conoscere una cosa per volta, approfondire il significato e soprattutto abituarsi alla scoperta. È come fare sesso senza sentimento, una ginnastica che paga gli istinti primordiali ma lascia il cuore privo di dolcezza! Scoprire la natura durante una passeggiata scolastica primaverile, con la maestra che spiega le meraviglie di una margherita è cosa diversa che osservarla in rete; perché in pochi secondi si passa dalla margherita ad altri cento fiori senza “respirarne” il significato, diversamente dall’esperienza fatta con l’insegnante amorevole di cui ricordiamo ancora il suono musicale della voce. Inguaribilmente romantico e poco affine alla realtà dei tempi che viviamo? Forse! Fatto è che vivere una stagione per volta è molto più salutare che indossare il costume da bagno sotto alla giacca a vento, perché si finisce prima o poi di affogare buttandosi in mare con gli sci o di prendersi una broncopolmonite se si scia in braghe corte…alla faccia del Covid e dei santoni della “rete” che uccidono la fantasia.
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