Salvini-Meloni ovvero come fare a non restare soli, mentre l ’uno cerca di scavalcare l’altro nei sondaggi? Molto più coerente la Meloni che non contraddice la sua scelta per l’opposizione presentandola come l’anima critica verso una maggioranza troppo vasta per non avere continue fibrillazioni per giunta trasversali in ogni componente. Salvini è destinato a cedere il passo alla Meloni perché troppo eclatanti le sue contraddizioni. Come si fa ad ergersi a tutela di Draghi e del suo governo, caratterizzato da due scelte irrinunciabili, l’europeismo e l’atlantismo e poi firmare l’adesione alla carta dei valori dei sovranisti europei? Tra cui spicca, ben oltre la Le Pen, l’indomito Orban che mina le basi democratiche del suo Paese ben oltre le nostalgie fasciste, con un autoritarismo modello Putin. Un Orban che da sempre si oppone a qualunque solidarietà europea verso un fenomeno epocale come l’emigrazione, che vede il nostro Paese in frontiera. Basterebbe quest’ultimo argomento per prendere le distanze non solo da Orban ma da tutto il gruppo sovranista a partire da Salvini doppiogiochista. Non basta certo che Giorgetti, fedele al suo governo, si schernisca con un’alzata di spalle dicendo di non aver letto ancora la carta dei valori sovranista, come se, a proposito di Salvini, si trattasse di uno scavezzacollo di famiglia, che provvederà lui a richiamare all’ordine se sarà necessario. E’ evidente che la partita decisiva si gioca in Europa e non è un caso ma una scelta strategica che Mattarella corra in soccorso dell’alleato francese Macron, proponendosi il superamento delle vecchie separatezze alla vigilia delle elezioni presidenziali. Fuori la Merkel e ridimensionato il ruolo della CDU, l’asse italo-francese, disponendo di una personalità come Draghi, ha tutte le sembianze di un appuntamento col destino da non perdere. Se questo è vero, la tenuta del governo è essenziale e bisognerebbe spendersi, contro l’angoscia della sopravvivenza presente in grandi e piccole forze, per disegnare un orizzonte comune che ripaghi tutte le forze fedeli alle scelte strategiche del governo Draghi.
Roca