Come tutti gli uomini Gino Strada non era un Santo, ma negli ultimi 25 anni, ed anche prima, ha vissuto in forma eroica questo ultimo quarto di secolo andando ad aiutare gli ultimi del mondo su tutti i campi di battaglia possibili, perché nei Paesi dove prestava la sua opera le mine, i mortai ed i colpi di proiettile erano identici a quelli esplosi a fine Ottocento. Paesi dove la modernizzazione, anche nella Guerra, era riservata a quella élite pagliaccio che veniva incoronata dall’Occidente come non vi fosse nessuna differenza tra il tempo del Colonialismo ‘onesto’ e quello ‘disonesto’ di oggi, in quanto si pratica non più schiavizzando i popoli con le catene, ma con la corruzione. Ma dov’è la differenza per gli ultimi? quegli ultimi che operava in emergenza Gino Strada nelle Nazioni più povere. Senza considerare la vergogna della schiavitù che ancora regna in un numero indefinito di Campi Profughi del pianeta. Eppure pensavo che Abramo Lincoln, almeno per decreto, l’avesse debellata! Gino Strada, nei suoi personalissimi deliri di onnipotenza, ‘peccato’ di cui sono colpevoli soprattutto i chirurghi d’emergenza ed anche tutti coloro che operano nelle zone di guerra, forse pensava che la sua mano venisse guidata direttamente da Dio in persona. Ed è in quei momenti che, se avesse potuto decidere come morire, lo avrebbe voluto mentre era al comando della sua Emergency, così come lo hanno sempre desiderano i condottieri di tutti i tempi. Credo che in fondo in fondo se Gino Strada avesse potuto scegliere, avrebbe scelto di chiudere gli occhi nel momento più ‘maturo’ della sua vita attiva: aiutando quanti avevano bisogno. Davvero, se non fosse stato così, con i suoi malanni, avrebbe consumato i suoi ultimi giorni riposando su un dondolo con un plaid, una tazza di tè fumante ed un libro in mano…per tanti anni ancora. Ecco perché Gino Strada è morto come voleva lui, sul campo con il bisturi ancora in mano!
Angelo Santoro