Il Fondo

Iraq, Siria, Afghanistan, una lunga scia di errori

L’America, il Paese più potente del mondo, negli ultimi anni ha destabilizzato, o se preferite messo a ferro e fuoco, intere aree geografiche che invece, almeno nelle intenzioni, voleva democratizzare: dal burka alla minigonna in pochi giorni. Lo spirito era quello giusto, per carità, ma i risultati spesso sono stati disastrosi come, appunto, negli ultimi vent’anni. Senza considerare la pluridecennale parentesi Vietnam e l’abbandono di Saigon che è rimasto negli annali di storia della guerra al contrario. Altro che Sun Tzu ‘L’arte della guerra’…quella vera! Nessuno disconosce che se non fosse stato per gli americani l’Europa non sarebbe ciò che è oggi; ma se prendi una volta un dieci a scuola poi non ti puoi permettere il lusso di prendere quattro per tutta la vita! L’idea è sempre quella, da produttori di armi quali sono, hanno spesso avuto la necessità di consumarle, ed è per questo che vanno in giro per il mondo, con la scusa di liberare i popoli oppressi, scatenando violentissimi conflitti in molti casi alla cieca, come è successo con l’Iraq di Saddam accusato di responsabilità che non aveva. Accidenti, se hanno davvero l’esigenza di liberarsi degli arsenali militari, visto che possono raggiungerla facilmente, al punto che da qui a poco vi si potrà andare anche in vacanza, che bombardino la luna: ancora non ci abita nessuno ed è già piena di buche…altro che Roma! Non è una facile battuta, ma per gli yankee è davvero una improrogabile necessità, altrimenti da qui a poco gli americani dovranno trovare un altro nemico da combattere, un altro popolo da liberare, un’altra nazione da salvare. Questi statunitensi sembra abbiano una dose eccessiva di testosterone nei cannoni, si diano una calmata! Il caso Afghanistan è ancora caldo sul tavolo dell’obitorio; infatti, solo poche ore prima davano i talebani lontani anni luce da Kabul, quando invece sono arrivati quasi subito, le previsioni errate hanno oggettivamente generato perplessità e sconcerto. Non vuole assolutamente essere un de profundis alla generosità americana, sempre pronta a buttarsi nel fuoco come i pompieri di New York, ma l’Europa deve avere una maggiore consapevolezza quando vuole ‘collaborare’ con l’America in qualche teatro di guerra in zone che si pensa brutalizzate dal tiranno di turno. Io, francamente, di tiranni ne vedo pochi, salvo quei satrapi ignoranti che proprio l’Occidente partecipa attivamente a far eleggere per poter continuare a sfruttare popolazioni e risorse con un nome diverso dal colonialismo: oggi, in molti casi, li chiamano interventi umanitari dove poi bivaccano tutta la vita lasciando attive organizzazioni di ogni genere. Fatto emblematico dell’ultimo decennio è il caso Siria, un popolo massacrato senza ragione; poi quando si vogliono trovare buone scuse ovviamente la fantasia è infinita…’sai il nonno del nonno aveva preso a calci nelle palle lo zio Luigi ed oggi lui si è voluto vendicare’! una roba così! La Storia si costruisce sempre a tavolino, ma quale campo di battaglia, lì si scaricano solo le armi che stanno per scadere in magazzino nei paesi che le producono in una normalissima catena di montaggio…come la Barilla le brioches!