Il Fondo

Una sanità territoriale quasi andreottiana

Le ASL giustificano la chiusura di alcuni Pronto Soccorso con la mancanza di personale sanitario. Una situazione che ormai sembra aver contagiato irreversibilmente anche la categoria dei medici di base. Ricapitolando, in generale c’è carenza di personale medico, ma in particolare la situazione è grave per emergenze-urgenze e medicina del territorio. Non ci dicono, però, il motivo che ha portato la sanità sull’orlo del collasso. Ci proviamo noi: i camici bianchi fuggono dalla sanità pubblica per rifugiarsi nel privato soprattutto perché meglio retribuiti e con turni meno massacranti. Nei Pronto Soccorso, inoltre, non ci vuole lavorare più nessuno per colpa del Covid: turni pesantissimi, rischio di contagio, riconoscenza pari a zero e frequenti insulti da parte dei pazienti. La stessa cosa avviene con la medicina di base la quale si trova anch’essa in prima linea e spende più risorse per garantire la sicurezza: motivo per cui gli studi associati hanno visto le loro entrate ridimensionate notevolmente! Insomma, da qualsiasi parte la si osservi è sempre una questione di quattrini! A proposito di quattrini, ammesso che a questa emorragia venga messo un laccio emostatico di euro sonanti, non è detto che i professionisti che sono usciti tornino sui loro passi…però si possono evitare ulteriori fuoriuscite di personale. Ora non voglio citare Andreotti quando diceva che a pensar male è peccato, ma spesso ci si azzecca; è comunque una realtà che la sanità sia andata espandendosi soprattutto da quando la sanità pubblica non ha più ‘gratificato’ i suoi medici. Medici i quali, insieme ai loro colleghi appena andati in pensione, offrono servizi sanitari eccellenti negli studi privati grazie all’esperienza maturata negli ospedali pubblici! Certo, a pensarci bene, la situazione che si è ventura a creare è molto andreottiana!