Lo stato è il mediatore tra l’uomo e la libertà dell’uomo, diceva Marx.
Caro Karl, siediti che ti devo parlare.
Ti vaccini. Vaccini i tuoi figli. Metti da parte gli scrupoli, ti affidi alla Scienza e vaccineresti anche i tuoi gatti. Ma alla burocrazia non ci pensi.
Fino a quando non ti ritrovi a dimenarti tra le liane delle norme sovrapposte e contradditorie del tuo Stato, e capisci come poteva sentirsi Tarzan nella giungla. Almeno lui si divertiva. Tu, certamente, no.
Almeno lui la pandemia non l’ha subita.
Tu invece devi rispettare al contempo: disposizioni regionali della ASL di appartenenza, circolari del ministero dell’istruzione, disposizioni del ministero della salute e dulcis in fundo, certificazioni Green Pass e Super Green Pass.
In classe di tuo figlio c’è un positivo. Fanno evacuare gli studenti. Tutti a casa.
Nel pomeriggio, scrupolosamente, sottoponi tuo figlio al primo test rapido (tempo T+0, come da Ministero della Salute). Ti arriva il Super Green Pass. Ti addormenti fiducioso sapendo che per gli studenti vaccinati il ministero predispone il rientro immediato e, dopo cinque giorni, successivo tampone a tempo T+5.
Dormi sereno, perché hai già prenotato il prossimo tampone. L’indomani la scuola emana la quarantena, d’accordo con l’ASL, che però riporta tempistiche differenti da quelle del ministero della salute. Più o meno raddoppiate. Perché il dirigente scolastico può decidere in autonomia tempi e modi di quarantena, segnalando all’ASL la cosa.
Scopri così che, nonostante tu abbia pagato di tasca tua e dei disposto a pagare di tasca tua anche il prossimo tampone molecolare, devi aspettare che sia l’ASL a chiamare tuo figlio, tamponarlo, e riammetterlo a scuola.
Una ASL che da mesi non riesce a rispettare i tempi promessi, congestionata dalle richieste, e che invece di chiamare subito gli studenti fa trascorrere tutti i giorni di quarantena lasciando tutta casa segregati: vaccinati e non.
Inizia a montarti la rabbia. Ti informi. Chiami qualunque istituzione ti venga in mente ma nulla: ognuno ti fornisce dati e previsioni discordanti, incoerenti, disorganiche.
Inizi a chiederti se i NoVax non abbiano poi ragione, che la scienza non va a braccetto con la burocrazia. Perché tu hai un volo aereo prenotato e già saldato, ma devi aspettare l’ASL per poter liberare tuo figlio che, intanto, tra 7 giorni avrà fatto anche il suo bel molecolare prenotato privatamente e avrà anche ricevuto il suo Super Green Pass sulla sua splendida App Immuni, ma non avranno alcun valore se non saranno stati effettuati direttamente dall’ASL lenta, farraginosa e dimentica.
Dunque, ricapitolando: Speranza e Bianchi si parlano? Il preside decide autonomamente le regole di confinamento forzato? Le ASL sanno dell’esistenza di Immuni? I centri privati che trasmettono sul sito governativo il certificato di negatività, che autorità reale hanno?
Noi cittadini che vorremmo solo poter viaggiare liberamente, muniti di ogni Green Pass possibile, tamponati anche se vaccinati, senza gravare sulle casse dello Stato, dobbiamo subire questa costante indeterminatezza.
Le ambasciate d’Europa forniscono informazioni lineari, semplici e chiarissime. A loro basta un GreenPass o un molecolare entro le 72 ore prima del tuo arrivo. E invece l’ASL annulla la tua buona volontà di essere un bravo cittadino: vuoi essere proattivo? No, grazie. Devi aspettare noi pachidermi, altrimenti ti becchi fino a tre anni di reclusione.
Secondo Popper i poteri dello Stato non andrebbero mai accresciuti oltre il necessario. Forse siamo già andati oltre: dobbiamo solo imparare a domare il grottesco.