Il Fondo

Pandemia e crisi: un Natale dalle stelle alle stalle

La mia vita si è fermata, ma nessuno se ne è accorto, è la frase che moltissimi uomini pronunciano quasi sottovoce, mentre ormai rassegnati prendono coscienza che questa volta non rimetteranno più in moto il loro cammino lavorativo, non saranno più utili a loro stessi, alle famiglie e alla collettività. Ed è in quel momento che si rendono conto di essere soli, perché nessuno preso dalle preoccupazioni della pandemia si è accorto che la loro vita si è fermata. Improvvisamente realizzano che ci sono le rate da pagare, il mutuo, la scuola dei figli, l’assicurazione e per quanto cerchino di far fronte ad una scadenza devono rinunciarvi per pagarne un’altra più urgente! Prima di abbandonarsi alla sorda disperazione hanno girato con la mascherina ed il green pass di azienda in azienda certi che il curriculum non li avrebbe traditi; ma giorno dopo giorno, colloquio dopo colloquio, capiscono che sono fuori dal circuito e non rientreranno in gara. Vuoi perché avevano troppa esperienza, vuoi perchè ogni volta alle grandi strette di mano si accompagnava solo l’indifferenza, fatto sta che non c’era più spazio per loro, nemmeno a metà paga. Intanto, i soldi della liquidazione di quell’impiego, che credevano fosse per sempre, stavano per finire e solo a costo di vendere anche la casa si poteva tirare avanti per un po’. Ma per andare dove? In quei momenti i pensieri diventano irrequieti come l’ottovolante, e non riusciamo a capire cosa ci ha spinti in questa situazione, di chi sia la responsabilità, ma soprattutto come andare avanti!! E nel bel mezzo del Natale e di una lucida consapevolezza capisci che non può andare avanti così…che serve un giro di boa e qualcosa a cui aggrapparsi per poter ripartire. Per poter ricominciare. Per non dichiarare al mondo di aver fallito! La cosa più dura era fingere con gli amici e mentire sul prossimo e brillante lavoro che non arriverà mai più; e poi, rimasto indietro di un paio di rate, per quanto tempo avresti ancora potuto frequentare il circolo? solo pensieri marginali che passano per la testa perché non c’è ancora confidenza con la nuova situazione. Nel frattempo, il mondo tutto intorno frana, le certezze diventano incertezze e l’autostima crolla vertiginosamente; in casa la moglie chiede come sia andato l’ultimo colloquio di lavoro e lascia le bollette da pagare sul tavolo mentre frettolosamente accompagna i figli a scuola. Accidenti, è proprio in quei momenti che paralizzato dalla paura realizzi che la tua vita si è fermata, ma nessuno se ne accorge. Niente drammi, per carità, solo rassegnazione per esserti iscritto, tuo malgrado, nel club dei disoccupati, quel ceto medio disperato che in Italia sta soffrendo oltremisura. Sei lì perplesso che rifletti quando il vicino di casa salutando dice che ti aspetta al golf per una partita, ma non sa che hai appena venduto la sacca a un rigattiere. Lo vedi partire con l’auto appena venduta al commerciante dietro lo angolo e metti l’assegno in tasca per pagare la retta della scuola. Tua moglie, finalmente cosciente della situazione, ti prende amorevolmente sotto braccio e dice “non preoccuparti, vedrai che presto ne compreremo una più bella”! Ma sarà così? davvero la calsse media avrà un’altra possibilità di vita? Intanto è Natale.