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Covid: il complicato ritorno alla normalità

Siamo appena all’inizio della quarta ondata pandemica, l’inverno ha da poco inaugurato la sua stagione e le persone in isolamento sono già centinaia di migliaia. Le osservazioni di oggi non riguarderanno i vaccini, i tamponi o le nuove regole appena dettate dal Governo, ma solo un’oggettiva difficoltà sociale che molto probabilmente continuando di questo passo dopo l’Epifania vedrà bloccato il sistema Paese. Se pensiamo che i cittadini risultati positivi al tampone fatto in Farmacia da qui a pochi giorni possano crescere in maniera così esponenziale ecco che, pragmaticamente, non avremo più panettieri, autisti, ecc.. . I prezzi cresceranno dando vita ad una speculazione da borsanera del dopoguerra e all’emergenza pandemica si sommerà un’emergenza sociale ed economica mai sperimentata dai tempi dell’Asiatica che, come qualcuno ricorda, durò quattro anni, dal 1957 alle Olimpiadi di Roma. Per uscire da questa complicatissima situazione provocata soprattutto dall’eccessivo allarmismo, dove i media mainstream straparlano di ‘Tsunami Omicron’ e quelli ‘alternativi’ delirano di vaccini tossici e di dittatura degli scienziati, bisognerà pensare di decrescere progressivamente questa inopportuna pressione psicologica per traghettare la pandemia ad una situazione meno allarmante del presente che, soprattutto grazie ai vaccini, ormai somiglia ad una grave influenza. Certamente capirete l’importanza di questo passaggio di parole e quanto sarà essenziale per riappropriarci della nostra ‘normalità’! Sono d’accordo con quanti sostengono che nulla sarà più come prima, perché una volta diradata la cappa del terrore ci accorgeremo che sono diventate più ricche tutte le persone che non ne avevano bisogno e più povere le categorie che erano già state duramente provate dalla precedente crisi economica. Ci troveremo al centro di una perfetta tempesta sociale! Il nostro Presidente del Consiglio è naturalmente cosciente di tutto ciò, cosciente al punto che se dovesse traslocare da Palazzo Chigi al Quirinale si troverà nelle condizioni di dover esercitare il suo ruolo ai limiti costituzionali e prevaricare perfino il comportamento decisionista del Presidente Giorgio Napolitano. Ora non dico assolutamente che si arriverà ad una democrazia più determinata, ma come diceva Andreotti ‘a pensare male è peccato, ma spesso ci si azzecca!’.