L’11 gennaio di 75 anni fa la scissione di Palazzo Barberini, con la nascita del Partito socialista dei lavoratori italiani (PSLI), l’ala riformista e autonomista che si distacca dal Psiup perché contraria all’unità d’azione con il Pci e all’abbraccio sovietico. La scissione è voluta da molti giovani socialisti cresciuti nella Resistenza e desiderosi di dare al socialismo italiano una dimensione europea ed occidentale. Prima degli scandinavi, prima della Spd tedesca, prima dei francesi. Giuseppe Saragat ne sarà il leader e l’anima intellettuale. Una scelta che ha anticipato il socialismo moderno e il concetto di sinistra di governo. E che merita di non essere dispersa nella memoria.