Un noto proverbio cita: ‘Meglio nascere fortunati che ricchi’. Il Covid è certamente una sciagura, ma averlo affrontato con i grillini al governo è stata la peggiore delle disavventure che ci potesse capitare. Ora, non ne sto ad elencare le ragioni perché sarebbe come sparare sulla Croce Rossa, ma pensare che un Toninelli possa aver ricoperto la carica di ministro, addirittura del trasporti, fa venire la pelle d’oca. Dall’emozione? No, dall’irritazione! Ovviamente la rabbia non è rivolta agli oltre 330 pentastellati che hanno vinto la lotteria, ma esclusivamente alla politica degli ‘sbruffoni‘ che con il loro comportamento spregiudicato hanno permesso che ciò accadesse. Ci vorrà almeno una generazione per riparare al danno che ci siamo arrecati con il voto liberamente espresso il 4 marzo del 2018 per punire una Classe Dirigente che certo meritava di andare a casa, ma abbiamo pagato un prezzo talmente alto che ora ci chiediamo se davvero ne fosse valsa la pena…ma vai a sapere che nel bel mezzo di una crisi bancaria ed economica ci scappava pure la pandemia! Prova ne è che le disgrazie non arrivano mai da sole ed infatti, dopo il governo Conte1 è arrivato anche il governo Conte2, e per rimediare al disastro dei colori giallo, verde e rosso siamo stati costretti a chiamare Mario Draghi per dire al mondo che nei prossimi dieci anni probabilmente torneremo affidabili. Intanto garantisce lui…ovviamente se rimarrà a Palazzo Chigi o andrà al Quirinale! Altrimenti ci toccherà latte e pane secco per un bel pò. Certo, non per tutti perché una buona parte degli amici di amici nel frattempo ha risolto i problemi legati alla pensione loro, dei figli e dei nipotini e pure dei pronipoti, questo grazie agli appalti, subappalti ed ai sub dei sub appalti legati al grande affare pandemico dove tutti si sono ispirati all’ex Presidente Formigoni che peraltro molti criticavano…soprattutto gli emiliani che oggi in buona sostanza ne hanno fatto un’icona appaltando ogni cosa alla sanità privata. Nonostante questa situazione paradossale la classe politica dei 5Stelle, ringalluzzita dalla presa di coscienza che può incidere profondamente sulla scelta del prossimo Capo dello Stato, sta tentando di buttare tutto in caciara affollando quell’imbuto parlamentare che alle prossime elezioni vedrà soccombere ben oltre i tre quarti dei suoi 330 deputati e senatori. Sempre che l’elettore al momento del voto non si ricordi di Domenico Arcuri!
Il Covid affrontato con un terzo del parlamento a 5Stelle