Opinioni e commenti

Come escono i leader dalla partita del Quirinale

Salvini: tutto “chiacchiere e distintivo” incapace di comprendere la tattica politica. Ha smanettato per impedire la candidatura di Berlusconi mentre se avesse proseguito andando alla conta con lui se ne sarebbe liberato politicamente visto che i voti non c’erano. Ma avrebbe potuto dire che assecondava l’ambizione di Berlusconi. Invece si è schiantato con Casellati bruciando lei e se stesso che ha assecondato la Meloni. Nel sangue gli scorre ancora il mojto del Papeete.  Per essere Kingmaker deve capire che l’Italia è più grande di Milano Marittima. Ci penseranno Giorgetti e Zaia a svegliarlo dal lungo sonno? BOCCIATO INCALLITO, SINDROME XFACTOR

 

Conte: della serie odio talmente Draghi (mi ha usurpato il posto) che posso passare da un asse con Letta ad uno con Salvini purché si abbatta Draghi. Come sono bravo, come mi diverto. Vanno bene tutti a prescindere dalla grammatica costituzionale. Ma lui ha sempre avuto problemi col congiuntivo!! Risultato: inaffidabile per chiunque, inconsistente in quanto a strategie, rancoroso ed incapace di essere leader. Quando tornerà ad esercitare la professione sarà troppo tardi! Dice di sé di essere un centravanti ma che non gli arriva palla! Non si accorge che non gli arriva perché è sempre in panchina. Poi la sua presunta squadra gioca in difesa e butta la palla in fallo per far scorrere il tempo. È libero il posto da bibitaro!! BOCCIATO FUORIGIOCO E VANAGLORIOSO. INVOLUTO ED OTTOCENTESCO (cit. Giovanni Minoli)

 

Di Maio: talmente ministeriale ed istituzionale che non riesci più a ricordarti che è stato un “bibitaro”. Controlla nell’ombra e pesa. La dichiarazione sulla Belloni è una mannaia su Conte, con stile.
Può ambire a diventare un grande bartender. PROMOSSO COERENTE VERSO LA MATURITÀ (mi pesa parecchio).

 

Meloni: insieme a Renzi un politico competente (cavolo come mi pesa affermarlo per lei). Ha supportato freddamente Berlusconi, ha tenuto sempre un dito sulla giugulare di Salvini prima con Crosetto poi imponendo a Salvini ad andare a schiantarsi in una prova di forza persa in partenza. Ora rimarrà all’opposizione dopo aver logorato la leadership di Salvini.  Lo insidierà in continuo per un anno fino a farlo sbroccare!! MEFISTOFELICA (La Russa docet)

 

Letta: democristiano in slalom fra democristiani doc come Franceschini e comunisti d’antan come Bettini. Flessibile ma coerente non ha perso la bussola. I “veti” posti, talmente oggettivi che erano indiscutibili. È sempre rimasto sul binario Draghi-Mattarella. Campo largo con Di Maio o con Conte? Per il governo o per una gita fuori grotta?
COERENTE RUGGITO DEL TOPO CON LA BARCA PIENA DI FALLE.

 

Berlusconi: per un mese ha costretto il centrodestra ha sostenerlo. Si ritira (forse anche per motivi di salute) quando capisce che i suoi alleati non fanno niente per trovargli i voti. Pone un veto sostanziale a Draghi che stoppa le strategie di Salvini. Fa sacrificare la superba Casellati, la impallina (nel centrodestra o io o morte!) poi si sgancia e fa trattare Forza Italia da sola in sintonia coi partiti del PPE. MORALMENTE DISCUTIBILE MA INTRAMONTABILE

 

Renzi: beh se cercate uno che sa fare politica “citofonare” a Rignano sull’Arno (unico citofono cui Salvini non ha ancora suonato!). Meno determinante del solito ma sempre in partita. Ha visione va detto! Oltretutto la carta Mattarella è una sua semina di 7 anni fa. I frutti sono gustosi anche per i cittadini. Stoppa con altri la sgrammaticatura istituzionale della Belloni e determina un asse sostanziale con centristi, Di Maio e suoi fedeli, Leu (!) contro la fenice gialloverde Salvini-Conte. PECCATO IL SUO CARATTERACCIO CHE LO RENDE ANTIPATICO. È come un tifoso viola veder segnare Vlahovic ma quando è già andato alla Juventus.

 

Centristi: Calenda e Bonino vittime dei propri cliché ma poco in partita. Il sostegno della Belloni dato da Calenda gli fa perdere punti sul piano della visione. Toti e Brugnaro fedeli alla propria impostazione apparentemente fedeli al centrodestra ma quello a trazione berlusconiana. Con Forza Italia in fibrillazione forse a distanza di un anno veramente il panorama politico muterà e consentirà un quadro politico in cui ci si confronta sulle visioni del Paese e non l’uno contro l’altro. SE SON ROSE FIORIRANNO. IL CENTRODESTRA È ESAURITO (vai col proporzionale)

 

Casellati: non è sufficiente essere una donna. Occorre avere il senso della realtà che non deve sottomettersi alle legittime ambizioni. In un Paese misogino era già importante essere ricordata come la prima donna Presidente del Senato. Invece sarà ricordata come la presuntuosa che ostinatamente si rimira nello specchio di Biancaneve ripetendosi “sono la più bella del reame”. Il risveglio è peggio della pozione di invecchiamento. GRIMILDE (la matrigna da vecchia di Biancaneve) PER SCELTA.

 

Draghi: dice che ha fatto errori politici. Ma tutti voi gli avete chiesto di decidere cosa volesse fare. Come ci ha provato, tutti a dirgli: “lo vedi è ambizioso, non ci si candida. Incostituzionale che da Capo del Governo si voglia andare al Quirinale, largo alla politica. Basta col commissariamento.” Da capo del governo mostra cos’è il decisionismo riformista altro rispetto ai muscoli del Papeete.
L’unico (insieme a Mattarella) che tiene alto il prestigio dell’Italia, affidabile e competente. Meno male che c’è! Non è il commissariamento della politica ma, capendolo, una grande opportunità per il suo rilancio. LIBERALSOCIALISTA

 

Mattarella: quello che vogliono gli italiani, gli europei e tutto il mondo. Un bel sospiro di sollievo per tutti meno che per lui che aveva gli scatoloni pronti. Ora i sofisti pronti a dire: “vedi menomale aveva detto che non accettava, invece…”. Ma questi sono i rosiconi (o gufi) afflitti dalla sindrome Tafazzi. MENO MALE CHE C’È SERGIO.

 

Ora una domanda rimane sul tavolo: se centrodestra e centrosinistra come li abbiamo conosciuti fino ad oggi – ovvero due schieramenti sempre pronti al confronto muscolare – si sono disciolti, la politica riuscirà a destarsi dal torpore e ricomporre le ragioni di una contrapposizione solo fra visioni per il Paese? Come capitalizzare politicamente il lavoro del governo Draghi? Come essere parte e se esserlo di un quadro politico in fermento? Come porsi in rapporto al fermento del centro riformista? È ancora strategico (ma quale strategia?) il rapporto PD-M5S?
Siamo sicuri che ostativo allo sviluppo del Paese sia solo l’asse sovranista di estrema destra fra Salvini (e parte della Lega) e Meloni? Oppure, come credo, lo sua anche il fascio populismo vuoto di Conte e Grillo?
Facciamo politica, se non ora quando?

 

Aldo Repeti
Direzione Nazionale PSI