Medici di famiglia al collasso, sono migliaia i cittadini ‘apolidi’ che ad oggi sono rimasti senza assistenza perché il proprio medico è andato in pensione o drammaticamente deceduto complice la pandemia; senza considerare che le postazioni di guardia medica spesso vengono accorpate per mancanza di personale. Anche le ambulanze del 118 iniziano a scarseggiare di medici a bordo. La situazione è a dir poco drammatica, ma si continua a blaterare senza porre nessun rimedio, nessun argine alla strisciante privatizzazione della medicina generale. Andreotti diceva che a pensar male è peccato, ma spesso ci si azzecca; per questo non voglio minimamente credere che la nostra Classe Dirigente sia sprovveduta al punto di lasciarsi sfuggire di mano la situazione, piuttosto voglio fantasticare che abbiano un piano nel cassetto! Cioè? Beh, immagino che se i medici stranieri potranno esercitare in Italia la loro professione, anche se non residenti nel Paese, ci sarà un esercito di medici di medicina generale assoldati a prezzo scontato dal sistema, i quali andranno a rimpiazzare i posti vacanti a partire dai medici di base con grande risparmio delle ASL a scapito dei cittadini. Fermo restando la rispettabile opinione di quanti sostengono che il professionista albanese, per esempio, sia bravo quanto il medico che da vent’anni si prende cura della loro famiglia! A quel punto diventerà ufficiale ciò che è già ufficioso: di fronte alla malattia ci saranno cittadini di serie A e cittadini di serie B, alla faccia di quella sanità più bella del mondo che abbiamo sempre decantato, in special modo in Regioni come l’Emilia Romagna, tanto per citarne una! Ora, questa mia fantasia si basa sulla nota citazione andreottiana, ma il Divino non aveva sempre ragione.Tornando alla realtà intanto i primi di marzo i medici dell’area convenzionata sciopereranno chiudendo i rispettivi ambulatori per un paio di giorni, meno quelli iscritti alla Fimmg che hanno deciso di astenersi da qualsiasi tipo di protesta. Le ragioni dello sciopero che hanno spinto i medici iscritti alle sigle sindacali di Smi e Simet sono: i pesantissimi carichi di lavoro, la mancanza di tutele, la burocrazia ormai diventata insopportabile ed il ‘vergognoso’ mancato indennizzo alle famiglie dei colleghi deceduti per Covid.
Angelo Santoro