Prima con il Superbonus del 110% tutti imprenditori del mattone ora grazie ai fondi del Pnrr tutti impresari della sanità! Un nuovo esercito di appaltatori, che interpellava il medico solo quando aveva l’influenza ed ultimamente per saperne di più sul Covid, si è messo in marcia per conquistare posizioni sulla ripartizione della prima trance di 8 MLD resi disponibili dal Pnrr per la sanità. Di questi 3 MLD sono stati stanziati per le nuove ‘cattedrali’ delle case di comunità. Industriali che lavoravano il ferro, piuttosto che i gustosissimi formaggi di pecora, od anche la ceramica, si apprestano a costituire nuove società coinvolgendo medici in pensione e già stanno trattando ospedali rinnovati da poco dalle ASL che non vedono l’ora di sbolognarli con la scusa che non riescono più a gestirli a causa della mancanza di medici. Quei medici che le ASL prima avevano preparato e poi dotato di stivali delle sette leghe perché potessero indossarli ed andare più velocemente verso la sanità privata…soprattutto dopo le traumatiche esperienze nei Pronto Soccorso e nei reparti Covid! Detto ciò, cari pazienti, siate fiduciosi perché oggi è già domani e con le nuove imprese, quelle della filiera del latte di pecora, tanto per intenderci, grazie ai fondi del Pnrr si prenderanno cura di voi! Tranquilli, nessuna rinnovata sperimentazione della pecora Dolly, la quale, peraltro, nasceva giusto 25 anni fa, ma avveniristici ospedali di comunità, oltre a quei servizi che, diciamocelo, ormai è da anni che le ASL appaltano qua e là, dopo aver fatto rigorosamente il giro per sapere quali siano gli impresari più affidabili. Imprenditori con il pedigree accreditati dalle banche e dai vertici delle sanità regionali con provata esperienza di catene di montaggio. Eh si, gentili utenti, perché per ottimizzare il lavoro, abbassare i costi ed aumentare i profitti, per esempio, le sale operatorie devono lavorare a ciclo continuo, almeno 365 giorni all’anno giorno e notte…se non cambierà il calendario! Altro che i tempi morti di una sanità pubblica che sa molto di scienza, ma certo non d’impresa! Parte dei fondi del Pnrr sanità saranno messi a disposizione per dare quella sferzata che aveva incancrenito il sistema pubblico. Adesso, invece, con lo sguardo rivolto al futuro e grazie a questi finanziamenti si potrà trovare un giusto equilibrio e soprattutto una corretta competizione tra sanità diverse, ma con gli stessi obiettivi: curare i malati. In breve, la sanità pubblica sarà a disposizione dei meno fortunati, oltre che impegnarsi con maggior lena nella ricerca e nella sperimentazione; mentre quella privata darà un servizio più consono ai manager che potranno permettersi, ad esempio, un’assicurazione pagata dalla multinazionale con cui collaborano. Per i lavoratori precari, invece, rimarranno le file oceaniche che abbiamo visto fuori degli ambulatori durante la pandemia. Accidenti, cara Dolly, chi lo avrebbe detto che dopo un quarto di secolo saresti diventata la mascotte di una sanità più lungimirante e moderna attraverso imprenditori coraggiosi. Imprenditori, che dopo l’esperienza del 110% oggi guardano alla sanità come prossimo obiettivo 1.100%…di profitti!
Dopo il 110% con i fondi del Pnrr tutti imprenditori della sanità