Vi ricordate il film Papillon girato nel 1973 alla Cayenne ed interpretato da Dustin Hoffman e Steve McQueen dove i carcerati venivano visitati dallo spioncino della cella facendoli tossire in modo da capire lo stato di salute dell’ammalato a tre metri di distanza? Ebbene, non sapendolo si era aperta l’era della televisite che oggi spopolano nella progettualità della sanità Italiana la quale pensa di investire in questa ‘antica’ attività diagnostica una considerevole fetta dei fondi del Pnrr. Ora ci poniamo una domanda: tutto ciò è bene o è male? Non sono attrezzato per intervenire sull’argomento, ma solo per raccontare i fatti commentandoli con una certa ironia, perché se così non fosse noi pazienti usciremmo pazzi nell’immaginare che in prospettiva non avremmo più il nostro medico di base che ci palpa, ausculta, chiede, ed infine fissandoci nelle palle degli occhi ci dice: hai il colesterolo un po’ alto, però fregatene perché lo aveva anche tuo padre che è campato cent’anni! In fondo è questo che vogliamo sentirci dire, mentre ci manda in crisi il medico che ci mette subito a dieta dopo aver letto al computer il modesto aumento dei valori della glicemia. A parte le metafore ritengo che il futuro della medicina sarà digitalmente ineluttabile, avveniristico e più vantaggioso per la nostra salute. Il modo un po’ giocoso con cui ho descritto la situazione nulla toglie alla telemedicina e all’assistenza domiciliare, per atterrare alle visite on line con il medico che assiste i pazienti da remoto il quale, invece, deve avere tutta la nostra attenzione e la nostra fiducia…tanto non potremo fare diversamente! Ma guardiamo in cosa consistono queste avveniristiche nuove linee guida in ambito di visite online e teleconsulti tra specialisti dove incidentalmente è presente anche il malato:
l’attività di televisita è un atto in cui il medico interagisce a distanza con il paziente e può dar luogo alla prescrizione di farmaci o di ulteriori approfondimenti clinici. Tale atto permette pertanto di trasferire informazioni sanitarie senza far muovere il malato garantendo così la continuità delle cure e consentendo di valutare di volta in volta le scelte terapeutiche e l’andamento del quadro clinico. Il teleconsulto invece è un atto medico in cui il professionista interagisce a distanza anche con altri medici per dialogare tramite una videochiamata riguardo la situazione clinica del paziente al fine di farsi venire un’ ‘idea’ di come curarlo. Si badi bene che tutti questi elementi sono condivisi per via telematica sotto forma di file digitali idonei per l’operato che i medici in teleconsulto ritengono necessari per l’adeguato svolgimento del loro lavoro. Ora ci chiediamo: ce la faranno i nostri eroi a togliere il colore cereo dalla faccia del paziente o dovranno ricorrere al ‘metaverso’ più che tornare ai tempi della Cayenne?!
Medicina: le visite a distanza già si facevano alla Cayenne