Di solito le argomentazioni in un articolo arrivano ad un esito verso la fine, vorrei provare ad esprimere dove va a parare il mio in premessa, essendo tutti noi alla ricerca del bandolo della matassa da sbrogliare. Che il bandolo sia costituito dalla riforma costituzionale è comprovato dal fatto che il cammino apertosi per costruire la nuova Europa, è un forte onere aggiuntivo di scelte e gestioni su una struttura anche costituzionale pressocchè paralizzata nella quale troppo di frequente si leva il grido: “Restituire centralità al Parlamento! ”senza che si faccia niente, anzi mettendo il bavaglio pena la paralisi nell’adempimento degli impegni assunti. Eppure nella vicina Francia, in tutta la campagna elettorale, prima per il Presidente ed ora per il Parlamento, quando si è parlato della nuova Europa e del ruolo determinante del gruppo di testa, Germania-Francia-Italia, immancabilmente si è auspicato che in Italia era auspicabile la svolta semi-presidenzialista alla francese peraltro avendo la fortuna di un uomo all’altezza del compito sia italiano che europeo: Mario Draghi. Non penso che qualcuno possa tacciare di sovranismo il semipresidenzialismo alla francese mentre è certo che il ritorno alla parcellizzazione assistita del proporzionale porta dritto al presidenzialismo alla Meloni. Eppure per la svolta basti pensare che tra le riserve auree della Repubblica su tutti abbiamo Draghi già battezzato e cresimato europeista ed un Mattarella nei panni di levatrice a forza di moral suasion con la disponibilità 1 di tutto il tempo occorrente! Non posso che rinnovare il pressante invito a far sì che alle prossime politiche si voti anche per un’Assemblea costituente con l’incompatibilità dei suoi membri con quelli del Parlamento, del governo e del sottogoverno in Italia e fuori. Per oltre trent’anni si è tentata la via parlamentare ma sempre agli equilibri di governo e di potere sono stati sacrificati quelli costituzionali ed anche con due testi approvati ( Berlusconi e Renzi) si è sparato subito dopo ad alzo zero in sede referendaria.
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