Il Fondo

Pronto soccorso: una bomba sociale pronta ad esplodere

Tanto per trattare l’argomento in maniera comprensibile senza perdersi in percentuali, algoritmi, divisioni di giorni, ore, notti e festivi che comprendono solo gli addetti ai lavori oggi cercheremo di capire per sommi capi le difficoltà dei Pronto Soccorso di cui probabilmente il Servizio Sanitario Nazionale se ne vorrebbe disfare lasciando ai privati gestione e cura dei nostri ‘accidenti’ costi quel che costi. Costi quel che costi nel senso che dovranno strapagare le ipotetiche cooperative appaltanti, però non si comprende perché mai non riconsiderare al rialzo i compensi degli addetti ai lavori…d’altronde i soldi non placano ogni burrasca rendendo instancabili gli uomini?! Una patata bollente della politica, comunque, che a questo punto non sa come disfarsi di una situazione tenuta faticosamente al guinzaglio solo in vista delle elezioni. Ma il prossimo Governo, qualunque esso sia, dovrà affrontare il problema forse ancor prima della legge di bilancio e dell’inflazione, tanto è grave la situazione. È grave perché d’un tratto il Covid ha scoperchiato le toppe che erano state messe negli ultimi anni rimandando di governo in governo il cambio del ‘pneumatico’ e quindi di un sistema superato, peraltro già in crisi prima della pandemia. Tutta colpa dei Pronto Soccorso? ma va! In Emergenza Urgenza, per esempio, ci sono finiti ben oltre il 30% di pazienti che la medicina di base avrebbe potuto e dovuto curare; esplosa quando la Sars-CoV-2 ha acceso la miccia nella polveriera dove da tempo era seduta. La parte strettamente sociale, invece, quella che tutti conoscono e nessuno dice esplicitamente, per timore di perdere consenso, è quella di intervenire sugli ultra-ottantenni in maniera rivoluzionaria rispetto all’attuale. In poche parole la nuova linea di pensiero prevede il non accanimento terapeutico su soggetti comunque destinati, vuoi per età e patologie irreversibili, a rimanere impermeabili ad ogni cura, i quali rappresentano un numero a due cifre nelle richieste di ricovero nei Pronto Soccorso…dove nessun essere umano può essere respinto! Questa nuova, esasperata, combinazione di pazienti strettamente legata al Covid ha messo in crisi il sistema sanitario d’emergenza urgenza in quanto, come ormai noto, il piano di aggiornamento pandemico nazionale era stato lasciato ad ammuffire in soffitta…un po’ come se i giubbotti di salvataggio venissero lasciati sgonfi e scarichi gli estintori: tanto non affoga nessuno ed il fuoco è impossibile che incendi la nave! Ed i futuri gestori dei Pronto Soccorso, se mai ci saranno, come si comporteranno, potranno fare tutto ciò che vogliono, si dovranno attenere agli attuali schemi o continueranno ad accettare chiunque purché ‘pantalone’ paghi profumatamente e garantisca loro l’immunità da ogni denuncia per malasanità? oppure faranno solo da scudo elettorale alle migliaia di ‘politici Pilato’ che riempiono i banchi del governo, dei consigli regionali, provinciali e comunali del Paese? Tante domande e nessuna risposta perché le mie fortunatamente sono solamente maliziose illazioni scaturite dagli sfoghi sussurrati da gran parte di quel personale sanitario che lavora in condizioni davvero esasperate, per giunta mal pagato ed in alcuni casi, fortunatamente sporadici, pure malmenato!